Gossip di Palazzo

Tasse, l'ultimo regalo del governo Berlusconi

Mario Monti (kikapress)
Il fondo taglia tasse è rimandato al 2014: prima di allora non sarà possibile ridurre di un centesimo la pressione fiscale su famiglie e imprese
. Lo fa sapere il sottosegretario all'economia Vieri Ceriani: il denaro recuperato dalla lotta all'evasione dal governo Monti e tenuto ben saldo nelle casse dell'Agenzia delle Entrate non si potrà toccare. Il motivo è semplice, i governi precedenti, per l'esattezza dal 2003 al 2011, hanno già speso tutti quei soldi per compensare la voce "bilancio". In altre parole, gli esecutivi passati prendevano i soldi mancanti per far quadrare il bilancio dello stato dalle casse del Fisco, fino a che questo debito è diventato incolmabile. E dire che mai come quest'anno la lotta all'evasione fiscale si era fatta così tenace: tra retate della Guardia di Finanza e cartelle esattoriali si parla della cifra record di 13 miliardi di euro che entro fine anno andranno a finire all'Agenzia delle Entrate. L'Huffington Post, che dà la notizia, lo aveva anticipato: non ci sarà alcun fondo a venire in nostro soccorso.

Perché proprio nel 2014? A causa delle manovre correttive previste per l'anno in corso e per i prossimi due, ovvero i soldi che devono rientrare per risanare i conti: 12,5 miliardi per il 2012, 10,4 miliardi per il 2013 e "solo" 3,7 miliardi per il 2014. Gli evasori sono avvisati, i prossimi anni saranno ancora sotto stretta sorveglianza. Anche il decreto Salva-Italia ha provato a mettere un freno a questo circolo vizioso, con la misura del gettito erariale pari a zero: per ogni euro incassato dal fisco corrisponde un euro esatto guadagnato dallo Stato, che potrà usare a suo piacimento. Intanto il premier assicura che non ci saranno aumenti sulla pressione fiscali, così come non si ritoccano e non si abbattono le imposte sul reddito e non si introduce nessuna misura a favore di redditi bassi e pensioni. Al solito, a pagare saranno sempre i soliti.

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