Gossip di Palazzo

Soldi Pubblici usati dai politici per farsi pubblicità in tv. E' polemica

Giovanni Favia durante un programma di 7Gold

A essere al centro dell'ennesimo scandalo politico estivo questa volta ci sono i consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna, accusati di pagare le emittenti per farsi pubblicità. Sotto accusa sono le comparsate televisive e le interviste a radio locali degli esponenti di Pdl, Sel, Udc pagate con soldi pubblici. I costi? Tra i 200 e i 500 euro a presenza per tv locali come "è-tv" della Curia e il circuito "7 Gold". L'unico ad avere esibito una fattura è Galeazzo Bignami (Pdl), che per cinque ospitate ha speso 1500 euro; gli altri si limitano ad ammettere quasi con candore l'ovvia verità, come se fosse il segreto di Pulcinella: "Così fan tutti", fa sapere Silvia Noè dell'Udc. Nemmeno il Movimento 5 Stelle è da meno e tra gli accusati spunta anche Giovanni Favia, capogruppo regionale di quell'antipolitica e anti-casta propria dei grillini: "Avevamo un contratto con "7 Gold" per circa 200 euro al mese. Ho sempre richiesto però che nelle interviste a pagamento non mi facessero domande sulla politica nazionale, ma solo sul mio lavoro istituzionale in Regione, come è previsto e consentito dalla legge 150 del 2000. Del resto, la giunta ha 28 giornalisti e 40 comunicatori, noi dobbiamo difenderci e far sapere cosa stiamo facendo".

Solo il Pd si chiama fuori: "Comportamento immorale sia da parte di chi paga che da parte di chi incassa", tuona il presidente dell'assise regionale Matteo Richetti, mentre l'Ordine dei giornalisti è pronto ad aprire un'inchiesta per far luce sulla bufera. E dire che la giunta regionale di Vasco Errani finanzia con 500 mila euro all'anno le trasmissioni istituzionali dedicate al lavoro degli assessori e dei consiglieri, senza contare che dispone di 23 giornalisti più 5 solo per il consiglio regionale. Non è quindi un problema di comunicazione, quello dei consiglieri, ma di non sufficiente visibilità secondo i loro standard. Ecco allora che vanno ad occupare i salotti televisivi o gli spazi nelle radio per cercare di promuovere il loro operato o semplicemente per accendere il dibattito. Buona idea, se solo non fosse finanziato tutto con denaro pubblico.

Occuparsi dell'immagine di politici e vip sul Web è un businessMilano, (TMNews) - Basta un click sul Web per fare sollevare un polverone, offuscare gloriose carriere e altrettanto affermate aziende. Lo sanno bene manager, politici e imprese che sempre più spesso, nell'era di Internet, si affidano a esperti della Rete per tirare a lucido un'immagine un po' ammaccata. Alberic Guigou è il fondatore di "Reputation Squad", un'azienda specializzata nel settore. "Su Twitter, una voce a volte si sviluppa molto rapidamente, e non occorre cercare di eliminare i messaggi, occorr

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