Gossip di Palazzo

Tremonti lancia la lista 3L, contro Grillo, Berlusconi e Monti

Giulio Tremonti (LaPresse)Dopo anni di silenzio Giulio Tremonti annuncia il suo ritorno in politica e lo fa presentando la nuova "Lista Lavoro e Libertà", rappresentata dal simbolo 3L, manco a dirlo. L'ex braccio destro di Berlusconi decide di lanciare il nuovo partito in una calda domenica di ottobre a Riccione, in una sala dalla capienza di circa mille persone e riempita nemmeno per metà; nemmeno la stampa pare interessarsi molto della vicenda. Tra la platea si avvista qualche déja vu: ex socialisti ed ex militanti del Pdl, imprenditori e professori universitari; si scorge il figlio di Ignazio La Russa, Geronimo, Marco Canon, Romano Bernardoni, rinviato a giudizio per il crac Parmalat. Un pout pourri di sostenitori e disillusi, che sperano nel nuovo e osteggiano il vecchio. Vecchio che è rappresentato da Berlusconi e il Pdl, colpevoli dell'attuale precaria situazione del paese: "Fino a giugno del 2011 la situazione economica tutto sommato teneva, poi tutto si rompe quando due politiche si confrontano; quella del Tesoro e quella di Palazzo Chigi. Per me era saggio seguire una politica della prudenza: ho detto 'Vula bass e schiva i sass', invece fu fatta una scelta irresponsabile e opposta".

Come a dire: finché c'ero io tutto è filato liscio, parola (persino) di Mario Monti: "Per tre anni il professor Monti ha scritto sul Corriere della Sera che ho salvato l'Italia e ho impedito all'Italia di diventare come la Grecia, almeno su questo sono d'accordo con Monti". Ma è tempo di guardare avanti: l'ex ministro decide  di mollare le vecchie coalizioni per darsi al nuovo e puntare sui giovani: "Io credo che sia il momento di metterci insieme. A me non frega nulla di tornare in parlamento, essere o no onorevole. Credo che sia giusto che i giovani vadano avanti con la difesa. Dobbiamo scegliere: vogliamo essere rassegnati, calpestati o derisi come dice l'inno o vogliamo tornare a essere padroni a casa nostra? Questo dipende dai giovani perché è il loro futuro: saranno liste fatte soprattutto da loro". Niente a che vedere con i grillini e Beppe Grillo, che liquida con due battute: "Queste cose le scrivo e le dico da vent'anni". La sua è una guerra che intende combattere da solo, a fianco di prodi e giovani alleato: "Siamo in guerra. Dentro una strana guerra: economica, non violenta, "civile" e per questo diversa da quelle del passato. Soprattutto una guerra economica. Ma pur sempre una guerra!".

Torna Tremonti: non è normale votare solo fiducia - VideoDocRoma (TMNews) - "Il governo Monti è fuori dalla democrazia. Non si possono fare 40 decreti e 40 fiducie: è un modo di fare non democratico. Non si vota più liberamente". Così,nel corso di una conferenza stampa tenuta per illustrare l'appuntamento di sabato e domenica in cui presenterà il suo 'Manifesto', Giulio Tremonti ha risposto a chi gli chiedeva perchè non si recasse più in Aula.

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