Gossip di Palazzo

USA 2012 – Tutti i soldi delle Presidenziali

Obama e George ClooneyMeglio i vip o le banche?

E' l'annosa questione che si porranno in questi giorni i pretendenti alla Casa Bianca. E' risaputo che negli States, la raccolta fondi per i candidati è molto importante (scopri di più sul perché la raccolta fondi è importante), sia nel percorso di avvicinamento all'election day sia durante le primarie: tutti cercano il sostegno, l'endorsement non solo di grandi nomi della politica e della finanza (anche se, paradossalmente, dopo la crisi di Wall Street, anche i Repubblicani cercano, almeno per facciata, di tenersi lontani dalle banche e si rinfacciano l'un l'altro i loro legami pregressi con quel mondo), ma anche di vip di ogni genere.

Potrà sembrare assurdo, ma bisogna immaginare che il bacino elettorale americano è, semplicemente, enorme. E che la forza di un candidato non può fare a meno di una pubblicità capillare e martellante.

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Niente di nuovo. La vera novità è che dal 2010 - e quindi, per la prima volta da questa tornata elettorale presidenziale - la Corte Suprema ha stabilito che non ci possano essere limiti alle donazioni alle campagne elettorali, purché non avvengano direttamente al candidato. E così, se un tempo esistevano semplici comitati di elettori (i Pac, Political action committees), e le grandi compagnie si "limitavano" a offrire ai propri dipendenti la possibilità di contributi volontari (non certo somme piccole: i manager di Goldman Sachs hanno donato 385mila dollari per Mitt Romney e i colleghi di Bain Capital gli hanno fatto avere 750mila dollari) ora ci sono anche i Super Pac, veri e proprie macchine elettorali che possono raccogliere fondi senza limiti di spesa e spenderli liberamente (purché non siano in contatto diretto con il candidato o lo staff elettorale): possono addirittura ricevere donazioni anonime. E così, senza limiti e di fatto senza controllo, i Super Pac sono quelli a cui, ora, è affidato il lavoro sporco di propaganda contro gli avversari. E il candidato amico può anche dissociarsi: formalmente, non ha alcun legame con i Super Pac.

Il meccanismo ha arricchito in maniera notevole la campagna elettorale di uno dei candidati favoriti fra i Repubblicani: Mitt Romney. E, in misura minore, anche quella del suo avversario principale, Newt Gingrich.

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Barack Obama e Eva Longoria (Getty)Se, considerati i fondi "tradizionali" è quasi testa a testa fra Repubblicani e Democratici (il Comitato Nazionale Repubblicano ha raccolto quasi 225 milioni di dollari per la campanga, quello Democratico 229), è proprio con i Super Pac che i valori in campo si ribaltano: 51 milioni di dollari li ha raccolti American Crossroad (associazione dell'ex consigliere di George W. Bush, Karl Rove), 38 milioni di dollari da Restore Our Future e Winning Our Future (rispettivamente le stampelle finanziarie di Romney e Gingrich), seguono a ruota Endorse liberty (dalla parte di Ron Paul) e Red, white and blue che sostiene Rick Santorum. Priorities Usa, il Super Pac che supporta Obama, sta a guardare con "appena" 19 milioni di dollari.

Ma il presidente uscente può consolarsi coi vip: il regista Steven Spielberg lo sostiene con 100mila dollari versati al Super Pac, mentre la bella Eva Longoria ha smesso i panni della Desperate Housewives per dedicarsi a una raccolta fondi che ha portato, nelle casse del comitato pro Obama, ben 500mila dollari.

Fra le donazioni individuali al comitato elettorale vero e proprio (che invece sono limitate per legge), ci sono quelle di nomi importanti del jet set da far invidia al red carpet di Hollywood Leonardo Di Caprio, Will Smith, Melanie Griffith, Bridget Fonda, George Clooney.

Come dire, cercado di sempificare: se i Repubblicani hanno dalla loro banche e compagnie, Obama ha dalla sua Hollywood.

Fra i vip, almeno un nome altisonante si è schierato a favore di Mitt Romney: è Donald Trump, miliardario, palazzinaro, star da reality show. Gingrich si deve accontentare del re dei casinò di Las Vegas: può anche tornare utile, nei caucus repubblicani del Nevada che si terranno il 4 febbraio, ma difficilmente riuscirà ad incidere a livello nazionale.

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