Russell Crowe: "Michael Jackson? Mi faceva scherzi telefonici"

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Russell Crowe a Madrid (Foto Eduardo Parra/Getty Images)
Russell Crowe a Madrid (Foto Eduardo Parra/Getty Images)

Russell Crowe sostiene di essere stato vittima di una lunga serie di scherzi telefonici perpetrati da Michael Jackson. La notizia sarebbe in odore di bufala se a rivelarla non fosse stato proprio l'attore neozelandese nel corso dell'intervista rilasciata di recente all'autorevole The Guardian.

A detta dell'attore, Il Re del Pop, scomparso nel 2009 in seguito ad un'overdose accidentale di farmaci, portò avanti la burla per circa un biennio sul finire degli anni '90, in seguito al clamoroso successo riscosso dalla star ne Il gladiatore.

"Non l'avevo mai incontrato, non gli avevo mai stretto la mano", ha dichiarato al quotidiano britannico un tutt'altro che divertito Russell Crowe. "Ma lui scoprì il nome che usavo negli alberghi. Non importava dove mi trovassi, lui chiamava per fare questo genere di cose, di quelle che si fanno quando hai 10 anni".

Non soddisfatto, Jackson si divertiva a prendere in giro l'attore per il nome di fantasia scelto per passare inosservato al momento del check-in. "Chiamava e chiedeva: "C'è il signor Walls? Ci sono Walls da quelle parti? Se non ci sono, cosa tiene in piedi il soffitto? [in inglese, walls significa pareti] Sono cose che, una volte cresciuto, non dovresti più fare, no?".

Nonostante l'evidente fastidio per gli scherzi telefonici, in quel periodo l'attore dovette confrontarsi con circostanze decisamente più inquietanti. Infatti, forse non tutti ricordano che nel 2001 Al-Qaida, all'epoca un'organizzazione terroristica ancora semi-sconosciuta al grande pubblico, minacciò di rapirlo. "Non ho ancora capito di cosa diavolo si trattasse. Tutto ciò che so è che un giorno arrivo a Los Los Angeles, vado nel mio hotel, comincio a svuotare le valigie e alla porta bussa un tipo di una squadra dell'FBI che vuole parlarmi. Per due anni, mi sono rimasti accanto. Ricordo che ai Golden Globes erano in 16 a farmi da guardia del corpo. Non sapevo neanche perché, non mi fornivano dettagli. Poi un giorno, sparirono".