“Hunger Games – La Ragazza di Fuoco”: Jennifer Lawrence in un convincente secondo episodio

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Su "Hunger Games" si è scritto e si sta scrivendo di tutto e di più. Milioni di righe che raccontano il fenomeno (700 milioni di dollari al boxoffice!), o cercano di decriptarne il segreto. Va detto, come parziale sollievo, che perlomeno questa saga (che si annuncia ben in salute per almeno altri due o tre anni: in agenda il terzo e il quarto episodio "Hunger Games - Il canto della Rivolta" Parte 1 e Parte 2) non è "Twilight". Se il fogliettone estenuante a tema vampiresco sfoggiava, si fa per dire, una trama desolante e un cast affollato per lo più da bellocci senz'anima (la cui carriera difficilmente potrà essere stellare nel cinema), questa saga fantascientifica tratta dai romanzi di Suzanne Collins può contare su una cornice narrativa di maggior spessore, su personaggi più definiti e, vivaddio, su un cast di ottima levatura. Perché la sensazione è che se in "Hunger Games - La Ragazza di Fuoco" - in arrivo nelle sale il 27 novembre - si affollano attori come Donald Sutherland, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Philip Seymour Hoffman, e la stessa talentuosa e carismatica Jennifer Lawrence, non è (solo) per motivi di conto corrente bancario. La sceneggiatura e l'attenzione al profilo dei personaggi regalano a questi professionisti un palcoscenico più o meno grande per esibire le proprie qualità. Anche in un prodotto di puro entertainment che però - questa l'intrigante dote - possiede riferimenti fanta-politici tali da evocare riflessioni di sostanza. Insomma, chi è appassionato di storia e letteratura troverà, nella saga di "Hunger Games", cose note: romanzi come l'orwelliano "1984" o, purtroppo, incubi storici del passato come la Germania nazista o l'Unione sovietica comunista hanno già detto tutto e meglio di questa avventura angosciosa e emozionante per ragazzi. Chi invece (come si presuppone sia la maggioranza dei giovani fan della saga) non ha letto una sillaba sugli incubi totalitari del Novecento, bè, può trovare in "Hunger Games" motivo di riflessione sul rapporto tra potere e individuo, e su come menzogna ideologica e coercizione imposti dal primo generi alienazione nel secondo. Chissà mai che qualche scintilla di pensiero liberale possa fiorire negli adulti che saranno.

Venendo alla storia di "Hunger Games - La Ragazza di Fuoco", va detto innanzitutto che il passaggio di regia a Francis Lawrence è mossa azzeccata: il regista statunitense ("Io sono leggenda") è tipo che sa comunicare alle giovani generazioni, avendo realizzato anche spot pubblicitari nonché videoclip per Lady Gaga. Oltre a ciò va aggiunto che il plot di questo secondo episodio sembra avere più sostanza del primo, libero com'è dalla descrizione del mondo in cui ci si trova, e dunque concentrato sulla "polpa": i rapporti tra i protagonisti, il soffocante controllo del regime sui singoli individui, la follia claustrofobica dei doveri divistici dei Vincitori conquistano dunque uno spazio narrativo considerevole. Il mondo deturpato e pagliaccesco di questa saga si rivela dunque un terreno fertile per le capacità visive del regista. L'eroina dei 74esimi Hunger Games Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence, al solito intensissima in qualsiasi parte le venga affidata) è tornata incolume a casa e, secondo regola, dovrebbe godersi la vita, si fa per dire, senza più reality show al massacro. Unica tassa esistenziale sembra essere quella di continuare a recitare a favore dei media il finto amore con Peeta Mellark (Josh Hutcherson), nonché accettare faticosi tour divistici gestiti dal regime, dove incontrare gli ammiratori e puntellare il significato ideologico degli Hunger Games. Ma questo "gioco" crudele è sempre più inviso alla popolazione, che vive in condizioni di estrema povertà nei dodici distretti. Accenni di resistenza e ribellione avvampano qui e là, il presidente Snow (Donald Sutherland) pensa a come gestire il problema, soprattutto perché Katniss sembra essere troppo popolare. L'intuizione viene al nuovo stratega dei giochi, Plutarch Heavensbee (Philip Seymour Hoffman): riarruolare, cambiando le regole, i vincitori delle passate edizione e festeggiare il 75esimo degli Hunger Games con una nuova lotta per la sopravvivenza. Un'edizione speciale nella quale - contano Snow e lo stratega - l'immagine di Katniss può essere compromessa. Così, in uno scenario incastonato in una misteriosa foresta vengono catapultati Katniss, Peeta e altri, nuovi concorrenti.

Riuscirà Katniss a mantenere la propria vita, ma ancor prima la propria dignità senza prestarsi ai giochi di un potere marcio e illiberale? Riuscirà a difendere il proprio vero amore per Gale (Liam Hemsworth, fratello del "Thor" Chris) e per i propri famigliari, rimasti a casa, e la propria amicizia sincera con Peeta? Tra una freccia e l'altra scoccata dall'arco della bellissima Katinss (a proposito: l'azione è conservata tutta per l'ultima ora, la prima ora e venti minuti si dedica allo scavo nei personaggi e alla preparazione al "momentum") si potrà scoprire tutto. Contando su un corredo di nuovi personaggi "in gara" e su un finale astutamente concentrato sul volto della Lawrence, che fa presagire un terzo episodio di riscatto e ribellione. Un finale aperto, apertissimo, che potrebbe provocare l'esaurimento nervoso in qualsiasi spettatore non addentro alla saga, disperato per aver speso gli euro del biglietto senza giungere a una netta conclusione. Ma che manderà in visibilio i fan. C'è più masochismo nel seguire certe saghe che negli stessi, sadici e gladiatori Hunger Games...

Ferruccio Gattuso

Hunger Games - La Ragazza di Fuoco
Regia: Francis Lawrence
Cast: Jennifer Lawrence, Philip Seymour Hoffamn, Woody Harrelson
Distribuzione: Universal Pictures
Uscita nelle sale: 27 novembre

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