Catarina Migliorini: vende la sua verginità per pagarsi gli studi

Perdere qualcosa di importante per guadagnare centinaia di migliaia di dollari. E’ la scelta fatta da Catarina Migliorini, una studentessa ventenne brasiliana di origine italiana che ha venduto la sua verginità su un sito di aste online per la cifra monstre di 780mila dollari. La notizia ha naturalmente destato scalpore ovunque. Ma a stupire ulteriormente è stato anche il modo in cui sono state gestite l’operazione e la macchina organizzativa per la ‘compravendita’. A promuovere questo affare ai limiti dell’etica è stato un regista di documentari, Justin Sisely, che per girare un documentario ha letteralmente venduto la ‘prima volta’ di Catarina e di un altro ragazzo russo, il ventunenne Alexander. Il tutto, naturalmente, con il loro consenso.

ICatarina Migliorini sul sito dove è stata venduta la sua verginit …l luogo in cui sono andate in porto le trattative è il sito Internet australiano virginswanted.com.au, dove le foto dei due giovani appaiono al momento marchiate con la scritta “sold”, venduto. Dal portale si apprende che la verginità di Catarina Migliorini è stata acquistata da un uomo giapponese, con il nickname Natsu, che ha battuto tutte le altre offerte provenute dai quattro angoli del pianeta mettendo sul tavolo appunto 780mila dollari. La donna che invece avrà la responsabilità di far acquisire ad Alexander lo status di “non illibato” è una signora brasiliana che si è presentata come Nene B. e ha vinto l’asta offrendo ‘appena’ 3mila dollari. Sul portale si legge inoltre per partecipare all’asta bastava anche un falso nome ma la regola richiedeva di fornire un indirizzo e-mail autentico e una cauzione di 50 dollari australiani.

La ragazza, ha detto il regista che ha organizzato l’operazione, si incontrerà con il suo ‘acquirente’ su un aereo e consumerà il suo primo rapporto intimo in un luogo segreto e in modo sicuro: il giapponese si sottoporrà a visite mediche prima dell’incontro e dovrà utilizzare obbligatoriamente un preservativo. A colpire sono i motivi che hanno spinto Catarina, studentessa di educazione fisica, ad accettare la provocatoria offerta: “E’ solo un lavoro”, ha detto la Migliorini ai media brasiliani. “In questo modo riesco a viaggiare, a girare un film e a guadagnare denaro. E poi se lo faccio una sola volta nella vita non divento mica una prostituta”.

Per la sua scelta la studentessa si è esposta a numerose critiche. I giornali brasiliani riportano numerosi interventi di persone che stigmatizzano la decisione sostenendo che la verginità è un valore fondamentale che non può essere svenduto, qualunque sia il prezzo pagato. Ma nuove critiche potrebbero essere in arrivo. Stando alle dichiarazioni della ragazza, il 90% soldi guadagnati andranno devoluti in beneficienza. Tuttavia l’organizzatore del progetto è scettico e preciso: “Tutte le volte che abbiamo parlato, lei ha sempre detto che si trattava di una decisione di tipo imprenditoriale per lei. Ora però la storia è diventata molto nota in Brasile, e se non darà davvero questi soldi a qualche ente di beneficenza, sarà in trappola”.

Tunisia, oltre i tabù: la verginità ricostruita chirurgicamente Tunisi, (TMNews) - Meno di un'ora di intervento al costo di poco più di 600 dinari, circa 300 euro, in una delle tante cliniche specializzate di Tunisi: tanto basta per tornare vergini grazie alla ricostruzione dell'imene, un'operazione di chirurgia plastica sempre più diffusa fra le donne tunisine. Schiacciate dal peso di un tabù alimentato da una società maschilista che nel nome dell'Islam impone loro di arrivare vergini al matrimonio, chiedono aiuto alla tecnologia moderna. Secondo le ricerche di Nedra Ben Smail, psicologa che ha scritto un libro sull'argomento, la questione preoccupa il 95% delle ragazze....

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