Costa Concordia, al via il recupero del carburante

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A un mese dal naufragio, il relitto della Costa Concordia è ancora lì. Una carcassa di metallo arenata sul fondale del Giglio dopo la tragica notte dello scorso venerdì 13 gennaio, costata la vita a diciassette persone, mentre i corpi non ancora ritrovati dei dispersi sono quindici, per un totale di trentadue vittime.

"E' ripresa la ricerca dei dispersi della nave", si legge in una nota diffusa dal Commissario delegato per l'emergenza per il naufragio della Costa Concordia. "Gli operatori del corpo dei Vigili del Fuco hanno verificato altri cinque dei 16 target individuati nei 18 chilometri quadrati di mare attorno alla nave, dando esito negativo". Al momento rimangono da verificare ancora sei obiettivi.

Un mazzo di fiori lasciato in mare dai famigliari delle vittime. REUTERS/Giampiero SpositoDopo un mese quello che ora preoccupa di più è il recupero del carburante della Concordia. Quasi 2mila e 400 tonnellate contenuto in 15 cisterne. Le operazioni di recupero, iniziate ieri, sono state affidate alla società olandese "Smit Salvage", la cui attività principale è il salvataggio e il recupero di relitti o imbarcazioni danneggiate, arenate o affondate. Una società con una grande esperienza nel settore. In Italia la Smit è nota per essersi occupata dalla bonifica della petroliera cipriota Haven, affondata nel 1991 nel Golfo di Genova, al largo di Arenzano, a una profondità di 80 metri. Dopo la bonifica, il recupero della struttura era diventato troppo costoso e la nave è stata lasciata in acqua: è il più grande relitto visitabile in immersione nel Mediterraneo.

Costa Concordia, mare mosso: sospese le operazioni di pompaggioIsola del Giglio (TMNews) - C'è il sole oggi all'isola del Giglio, ma le condizioni di mare mosso dovuto all'ondata di maltempo che sta imperversando su tutta l'Italia ha costretto i tecnici della Smit-Neri a interrompere di nuovo le operazioni di svuotamento dei serbatoi della nave Costa Concordia, adagiata sulla scogliera dopo il naufragio del 13 gennaio scorso.

Una fine che tutti si augurano non sia la stessa della Costa Concordia. La nave non si deve spostare perché se lo scafo si dovesse muovere, finirebbe su di un fondale molto più profondo con il rischio di perdita di carburante, appunto, ma rendendo quasi impossibile il recupero del relitto. Una corsa contro il tempo, per liberare il Giglio da questo ingombrante ospite, proprio a pochi metri dalla sue coste, prima dell'inizio della stagione estiva. L'intervento sulla Costa Concordia, comunque, sarà uno dei più importanti nella storia della Smit Salvage. I tecnici hanno spiegato che per estrarre carburante procederanno facendo dei fori nelle cisterne, per poi riscaldarlo con getti di vapore e aspirarlo, riversandolo in navi cisterna. Pare che la Costa Crociere - che ha perso il 35 per cento di clienti rispetto ad un anno fa — abbia scelto proprio la società olandese perché alcune navi recuperate dalla Smit sono poi state ristrutturate e rimesse in funzione.

Una linea di contenimento attorno alla ConcordiaLe operazioni, fino a ora, sono state rallentate dal maltempo. Al Giglio ha nevicato, sono caduti fino a cinque centimetri tra giovedì e venerdì. Il recupero di carburante, perciò, è iniziato solo ieri, nonostante tutte le flangiature (il posizionamento delle valvole sulle cisterne per l'aspirazione del carburante) fossero pronte da giorni. L'operazione interesserà, precisamente, 15 serbatoi e nei sei già raggiunti si trova il 67 per cento del carburante, ossia 1518 metri cubi. Negli altri 9 serbatoi ci sarebbero 377 metri cubi di carburante; una volta raggiunti rimarrebbero da recuperare solo i 348 metri cubi della sala macchine, che potranno essere aspirati in un secondo momento. Nello specifico, le operazioni di recupero prevedono che su ogni serbatoio vengano piazzate due valvole: una sulla parte alta, a cui sarà attaccato un tubo in grado di estrarre il carburante portandolo in un'altra nave. La valvola nella parte più bassa, invece, consentirà di fissare il tubo che porterà nel serbatoio una quantità di acqua uguale al carburante estratto per non causare problemi alla stabilità della nave. Le operazioni dovrebbero durare circa quattro settimane, meteo permettendo.

Costa Concordia, il maltempo manda in frantumi le vetrateIsola del Giglio (TMNews) - Il maltempo si abbatte anche sull'Isola del Giglio e sul relitto della Costa Concordia. Il vento che sferza la zona, infatti, ha mandato in frantumi le grandi vetrate della nave, che sono cadute in mare, aggiungendo detriti a detriti.

L'altra questione aperta è quella che riguarda i risarcimenti dei passeggeri. Nelle scorse settimane si era raggiunto un accordo tra la Costa Crociere e le associazioni dei consumatori che ha fissato a 14mila euro la quota di rimborso per ogni passeggero: 11mila euro più 3mila, sommando il valore dei bagagli e gli effetti psicologici negativi del naufragio. Per i feriti e le vittime, ovviamente la società di navigazione ha riservato delle trattative diverse. "Queste prime offerte sono del tutto insufficienti", ha dichiarato l'avvocato John Arthur Eaves nella conferenza stampa di Roma. "La vita della persona nella giurisprudenza statunitense ha un valore molto più grande e per me è importante che non ci siano differenza tra nessuno". Promette maxi-risarcimenti l'avvocato americano che rappresenta 70 persone, tra passeggeri e famiglie delle vittime, che erano a bordo della Concordia la notte dell'impatto con lo scoglio. "Due milioni di dollari a persona ed entro un anno", questo l'obiettivo di Eaves che riuscì già ad ottenere forti indennizzi per le famiglie delle vittime di un altro disastro, quello della funivia del Cermis: il 3 febbraio del 1998 un aereo militare americano tranciò i cavi della funivia italiana causando la morte di 20 persone di diverse nazionalità europee. Entro dicembre 1999 furono stanziati 4 miliardi di lire per ogni vittima. "Ci siamo riusciti dieci anni fa con la vicenda di Cavalese risarcendo le famiglie delle vittime del Cermis con due milioni di dollari e ora la vita della persona vale molto di più".

Fabrizio Arnhold

Costa Concordia, un mese dopo il naufragio all'Isola del GiglioIsola del Giglio, (TMNews) - Da un mese la Costa Concordia giace a pochi metri dagli scogli dell'Isola del Giglio. Intorno alla nave i "corpi morti", indispensabili per l'ancoraggio delle panne galleggianti di contenimento, ma è la stabilità del gigante addormentato che spaventa i soccorritori: in 3 settimane, la Costa Concordia si è spostata di circa 60 centimetri verso il mare aperto. Le difficili condizioni meteorologiche ancora non hanno premesso di iniziare le operazioni di pompaggio delle 2.200 ton

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