Diffamazione, emendamento anti-Gabanelli: la norma che potrebbe mettere nei guai Report

Milena Gabanelli nello studio di ReportUn emendamento Pdl prevede che editore e azienda non possano salvare il giornalista dalle conseguenze civili di una querela per diffamazione

È stata subito chiamato emendamento “anti-Gabanelli” quello inserito tra gli emendamenti sul Ddl che regolamenta la diffamazione a mezzo stampa. Si tratta di un emendamento il cui testo è stato curato dal senatore del Pdl Antonio Caruso e firmato dal senatore Giacomo Caliendo, sempre Pdl. Un Ddl che ha l’obiettivo dichiarato di salvare Alessandro Sallusti, ex direttore di Libero, dal carcere, ma che rischia di mettere in catene tutta la categoria dei giornalisti che i occupano di inchieste.

Il provvedimento mira a eliminare quella che in gergo viene chiamata “manleva”, ovvero rende nulle tutte le clausole che sollevano dalle conseguenze patrimoniali gli autori di reati a mezzo stampa se l’editore o il proprietario della pubblicazione si assume l’onere del danno per la responsabilità civile. In pratica, sarà sempre e comunque il giornalista a doversi fare carico delle conseguenze economiche delle sanzioni (pene e risarcimento danni) in seguito al lavoro svolto. Editori o proprietari delle testate non possono così dare un paracadute ai propri giornalisti. L’emendamento infatti prevede che sono nulle, ai sensi dell’articolo 1418, terzo comma, del Codice civile, le clausole dei contratti in forza delle quali gli autori di reati a mezzo stampa, «sono sollevati in tutto o in parte, dagli oneri derivanti dal pagamento delle pene pecuniarie loro comminate a seguito dell’accollo degli stessi da parte delle altre persone indicate». In un primo momento l’emendamento prevedeva addirittura, in caso di recidiva, il licenziamento per giusta causa del giornalista ma almeno questa parte è stata eliminata dal testo definitivo.

Il caso Gabanelli e non solo. È stata proprio l’autrice e presentatrice di Report al centro di un caso simile quando la Rai, nel 2011, in fase di rinnovo del contratto, voleva eliminare le clausole sulla manleva. Una proposta che Milena Gabanelli valutò come inaccettabile e che, dopo un lungo braccio di ferro, portà al via libera del Cda Rai, su proposta del direttore generale Lorenza Lei alla tutela legale per Report (e quindi non solo per la Gabanelli, ma anche per tutti i giornalisti che lavorano al programma). Un salavagente indispensabile anche per chi, come la giornalista, non ha mai perso una causa.

Un altro caso che ha fatto molto discutere è quello che ha come protagonista un giornalista free lance, Paolo Barnard, autore di inchieste in materia di case farmaceutiche e terrorismo internazionale. A lui e alla Rai è stata intentata una causa da alcune case farmaceutiche oggetto dell’inchiesta “Little Pharma & Big Pharma”, trasmessa da Raitre nel 2001 e riproposta due anni dopo, in cui Barnard si occupava della pratica del “comparaggio farmaceutico”: in questo caso non c’è stato alcun salvataggio da parte dell’azienda e ne ha nato un aspro scontro di cui Bernard parla anche nel libro “Censura legale”.

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