Quali sono i compiti di un capitano di nave

Francesco Schettino - Clicca e guarda la galleryFrancesco Schettino - Clicca e guarda la galleryIl bilancio è di 11 morti, ma ci sono ancora 26 dispersi e il dato, ovviamente, è in continuo aggiornamento. Donne e uomini non ancora recuperati nel naufragio della nave Costa Concordia di venerdì scorso. Le telefonate tra il comandante Gregorio De Falco, della Capitaneria di porto di Livorno e il comandante Francesco Schettino (ascolta l'audio) hanno fatto il giro del mondo. "Lei ha dichiarato l'abbandono nave, ora comando io", tra le parole pronunciate al telefono da De Falco, rivolgendosi a Schettino. Frasi diventate celebri che rimbalzano in qualsiasi ricerca su internet, su tutti i media, in un rincorrersi di notizie, di responsabilità mancate di eroi e di colpevoli.

Cosa è successo davvero a bordo della Costa Concordia, un gigante di metallo a pochi metri dalla terra ferma, con a bordo più di 4.229 passeggeri, lo stabilirà la magistratura. Ma nei concitati momenti del disastro, la Capitaneria di porto che autorità poteva esercitare sulla Concordia?

"Al comandante della nave, in modo esclusivo, spetta la direzione della manovra e della navigazione", recita l'articolo 292 del codice della navigazione. Ogni comandante, quindi, è tenuto a indicare alla Capitaneria solo il porto di partenza e quello di arrivo, poi ha la facoltà di scegliere la rotta che ritiene opportuna anche durante il viaggio. In caso di pericolo al comandante della nave spetta il compito di dare l'allarme e coordinare i soccorsi a bordo, mentre la Capitaneria di Porto si occupa delle operazioni in mare. E' chiaro che se un comandante non si trova più sull'imbarcazione, il sistema di coordinamento dei soccorsi comincia a vacillare anche perché "il comandante deve abbandonare la nave per ultimo, provvedendo in quanto possibile a salvare le carte e i libri di bordo, e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia", si legge nell'articolo 303 del codice.

Tutti gli aggiornanenti sul naufragio della costa Concordia, vai allo speciale

Il Capitano Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno - Clicca e ascolta la telefonata con Schettino Il Capitano Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno - Clicca e ascolta la telefonata con Schettino Il ruolo della Capitaneria è quello di far rispettare il codice della navigazione, quindi in quest'ottica si deve intendere l'ordine perentorio "Schettino torni a bordo!" impartito dal comandante De Falco per soccorrere una nave rimasta senza capitano e ufficiale in seconda, con ancora più di 300 persone che dovevano essere tratte in salvo.

Un comandante di una nave da crociera deve essere un ufficiale addestrato e preparato ad affrontare qualsiasi emergenza. Il percorso per accedere alla cabina di comando è lungo e selettivo. Tanto per cominciare è necessario un diploma di scuola secondaria a indirizzo nautico o marittimo, oppure una laurea triennale in scienze nautiche, ma in realtà anche i diplomati di altre discipline potrebbero entrare in gioco, previo superamento di un corso di formazione di 500 ore. Ed è solo l'inizio. Il passo successivo è diventare Allievo ufficiale di coperta e per farlo "occorre aver già compiuto i 18 anni e frequentare i corsi Antincendio base, Sopravvivenza e salvataggio e Primo soccorso", come ha spiegato alla Stampa il capitano di vascello Enrico Moretti, capo del Compartimento marittimo di Savona. Lo step successivo è quello di Ufficiale di navigazione, qualifica che si consegue previo esame. "Servono dodici mesi di navigazione su navi di stazza lorda pari o superiore alle 500 Gt (gross tonnage, cioè, appunto, stazza lorda, ndr) e aver superato altri corsi di qualificazione; Antincendio avanzato, II Sopravvivenza e salvataggio, Corso Radar osservatore normale, Corso Radar Arpa, I Soccorso sanitario. Ma si è soltanto ai primi passaggi". Una preparazione approfondita richiede tempo, studio e tanto mare. "Poi si è in grado di ottenere la qualifica di Primo ufficiale di coperta valido su navi di stazza pari o superiore ai 3000Gt, si consegue previo esame e richiede 24 mesi effettivi di navigazione in qualità di responsabile di una guardia in navigazione su navi di stazza equivalente a quella per cui si richiede il titolo".

Clicca e guarda le foto scattate dentro alla concordiaClicca e guarda le foto scattate dentro alla concordiaTutti questi corsi si possono frequentare in strutture pubbliche o private, ma tutte riconosciute dal Ministero. E infine per ottenere il certificato di abilitazione di Comandante di navi di stazza oltre i 3000 Gt, esistono due strade: avere l'abilitazione di primo ufficiale di coperta su navi equivalenti e avere effettuato con questa qualifica almeno 12 mesi di navigazione. Oppure, con la qualifica di comandante di navi con stazza inferiore, avere effettuato 24 mesi di navigazione come primo ufficiale su navi della categoria superiore.

Finalmente a bordo. Il comandante non è solo. Prendiamo l'esempio della Costa Concordia - che pesa 115mila tonnellate, 300 metri di lunghezza e 52 in altezza -, la più grande della flotta Costa Crociere. La formazione base durante la navigazione prevede che ci siano "uno o due ufficiali di guardia (il primo ufficiale è responsabile anche della sicurezza e del team alberghiero). Un timoniere e un osservatore", come spiegato da Elda Turco Bulgherini, docente di diritto della navigazione all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata al Corriere. Durante un'operazione di manovra ci devono essere "il comandante e il comandante in seconda, i due ufficiali di guardia, complessivamente ce ne sono sei, il timoniere (tre in tutto) e due osservatori". A completare il quadro, sempre in manovra, un ufficiale di prua, uno di poppa e il nostromo: il responsabile della manutenzione delle attrezzature in coperta. Non è necessario che durante la navigazione il comandante sia sempre presente fisicamente nella plancia di comando in coperta, ma possono anche starci gli altri ufficiali, avvalendosi di strumenti tecnologici come radar per segnalare ostacoli sopra il mare, ecoscandagli per leggere quello che c'è sotto. L'incrocio di radar e cartografia elettronica dice quello che sta sulla rotta rispetto alla posizione. Spesso, però, per navigare così vicino e pericolosamente alla costa, in omaggio ad assurdi codici marinareschi o ad "inchini", questi strumenti vengono disattivati e la nave segue una rotta "a vista", con i rischi del caso. I sottufficiali, infine, sono suddivisi per gerarchie e turni. Hanno diverse funzioni: dal coordinamento della navigazione alla manutenzione, fino all'intrattenimento dei passeggeri. Ma la responsabilità di ogni gesto, 24 ore su 24, fa capo soltanto al comandante.

E in caso di un incidente come quello dell'isola del Giglio? Francesco Schettino rischia fino a 15 anni di carcere per le accuse di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. Al comandante il gip, Valeria Montesarchio, ha concesso gli arresti domiciliari in quanto "non sussistente un concreto pericolo di fuga dell'indagato", ma il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio ha annunciato di voler fare ricorso contro questa decisione, perché "Schettino è uno scellerato".

Fabrizio Arnhold

Isola del Giglio, la Costa Serena passa nella zona del naufragioGrosseto (TMNews) - Una nave da crociera illuminata a giorno a poche centinaia di metri dal relitto di quella sulla quale pochi giorni fa si è consumata una grande tragedia. La Costa Serena, rispettando le distanze di sicurezza, è passata questa notte davanti all'Isola del Giglio, dove ancora è incagliato il relitto della nave sorella Costa Concordia. Una scena che è nell'ordine delle cose e del business, ma che si carica comunque di alcune valenze simboliche e che mostra il sottile confine tra una vacanza