Rischi dell'abuso di antidolorifici: in Italia ne usiamo troppi

(Fotolia)Molti non hanno bisogno di ricetta medica, spesso chi li usa non sa neppure se servono veramente, e soprattutto non conoscono gli effetti collaterali. In Italia c'è il boom degli antidolorifici, presi per qualsiasi dolore, spesso a sproposito.

Ottanta milioni l'anno. Sono ottanta milioni le confezioni di antidolorifici vendute ogni anno in Italia. Dal mal di testa, ai problemi muscolari, dalla schiena bloccata fino al mal di denti, ogni scusa sembra buona per prendere un antidolorifico. E, come detto, spesso senza ricetta medica, quindi senza un controllo professionale. Diclofenac, nimesulide, ibuprofene sono nomi ormai consueti nelle chiacchiere tra amici, sono i compagni di viaggio cui nessuno rinuncia. Un abuso di farmaci inconsapevole, visto che milioni di italiani sono convinti che un medicinale senza prescrizione non abbia effetti collaterali e non sia pericoloso.

Bugiardini ignorati. Ogni medicinale è accompagnato da un bel foglio che spiega nel dettaglio quanto e quando prenderlo, quali sono gli effetti collaterali e quali farmaci non possono venir presi insieme agli antidolorifici. Purtroppo, però, pochi leggono quello che c'è scritto, fidandosi del consiglio di un amico e di internet per curarsi da soli. Un post sbronza curato con massicce dosi di nimesulide, una bronchite alleviata con l'iduprofene e una schiena a pezzi raddrizzata con il diclofenac. E se torna poco dopo, nuova dose di antidolorifico.

A rischio infarto. L'aumento dell'utilizzo, anche indiscriminato, di antidolorifici fa aumentare il rischio d'infarto e non solo. Secondo i ricercatori di Tel Aviv, in Israele, infatti, l'utilizzo di antidepressivi, antinfiammatori, antidolorifici e antibiotici può accrescere il rischio di sviluppare l'ipertensione, con il rischio di provocare infarti, ictus e aneurismi. Controindicazioni note, ma che sia gli utenti "fai da te" sia molti medici non prendono in giusta considerazione quando utilizzano, o prescrivono, gli antidolorifici. Un pericolo non solo italiano, visto che l'abuso di farmaci è ormai globale. Basti pensare che, secondo i dati della Drug Enforcement Administration dal 2000 al 2010 negli Stati Uniti la vendita di ossidocone e idrocone, presenti in molti antidolorifici, e' aumentata di 16 volte.

Pericolo automedicazione. Non saper valutare i rischi dei medicinali da banco, la tendenza ad affidarsi al web per trovare le soluzioni ai propri malanni, la pigrizia che spinge molti a tentare di curarsi con i farmaci che si hanno in casa — e qui entra in gioco la necessità di introdurre la vendita di farmaci monodose — e una falsa percezione anche da parte dei medici sulla pericolosità degli antidolorifici, dunque, hanno portato oggi 56 italiani su mille a fare uso di farmaci antiinfiammatori. Un uso che diventa in molti casi abuso, con l'abbinamento anche ad altri farmaci o, addirittura, a bevande alcoliche. Insomma, antidolorifici e antiinfiammatori ormai sono diventati come caramelle per molti italiani.

Duccio Fumero

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