Siria, un cessate il fuoco fatuo

Una protesta di cittadini siriani residenti in LibanoL'illusione di una tregua nella guerra che sta dilaniando la Siria da oltre un anno è durata il tempo di poche ore. Da oggi, infatti, è in vigore il cessate il fuoco nel Paese arabo, ma le notizie che giungono dalla Siria non sono positive.

Ultimatum mondiale. Il cessate il fuoco, in vigore dalle sei di mattina di giovedì 12 aprile, arriva su richiesta della comunità europea che ha imposto al regime siriano una tregua in una guerra civile capace negli ultimi 13 mesi di causare migliaia di morti, soprattutto tra i civili. Il cessate il fuoco è - o dovrebbe essere viste le premesse - il primo passo del piano di pace dell'Onu e della Lega araba promosso da Kofi Annan in vista del G8 che si tiene in queste ore negli Stati Uniti e cui partecipa anche quella Russia, fino a ora unica voce — insieme alla Cina — dissonante nella condanna unanime alle atrocità del regime di Assad.

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Bombe sull'opposizione.
Un cessate il fuoco molto labile fin dalle sue premesse, visto che il regime di Damasco, accettandolo, si era subito premurato di sottolineare come si sarebbe tenuto il "diritto di rispondere a qualsiasi aggressione". E, magari, rispondere senza alcuna aggressione, visto che già a mezzogiorno, cioè solo sei ore dopo l'inizio della tregua, vi sarebbero stati bombardamenti dell'artiglieria governativa sulla città di Homs, spari nel quartiere di Qarabis e l'esercito avrebbe aperto il fuoco a Deir el-Zor, nell'estremo est del Paese, su una manifestazione anti-regime. Insomma, neppure iniziata e la tregua è già finita.

Questione russa. Come detto, però, la questione siriana si gioca soprattutto sul tavolo della politica e della diplomazia internazionale. Il G8 di Washington darà modo alle varie diplomazie di parlare, confrontarsi e, da quel che risulta, dovrebbe esserci anche un importante incontro bilaterale tra USA e Russia, con Hillary Clinton che farà forti pressioni sul collega russo affinché cambi la posizione ufficiale. Il governo di Medvedev è sotto attacco da parte dell'Europa e degli Stati Uniti, con il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, che ha esplicitamente dichiarato che "la Russia deve annunciare chiaramente che non vuole essere associata, né da vicino, né da lontano a questi atti di violenza e a questa repressione". Una repressione che neppure la tregua ha saputo fermare.

Duccio Fumero

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