Siria, una rivoluzione incompleta

Carrarmati siriani a Bab Amro. Secondo le forze di opposizione 23 persone sono state uccise dai militardi nella …E' stata colpita in ritardo dall'ondata di proteste della Primavera araba, ed è governata dal regime che più si è saputo difendere dalla volontà del popolo di cambiare. La Siria vive ormai da quasi un anno una quotidianità fatta di sangue, morti, proteste e repressione. Una bomba che rischia di esplodere ogni giorno.

Le idi di Marzo. La prima protesta contro il regime di Bashar al-Assad si registra il 15 marzo del 2011, proprio il giorno delle famose "idi di marzo" di cesariana memoria. Il "giorno della dignità" porta in piazza centinaia di manifestanti che chiedono la liberazione dei prigionieri politici. La risposta del regime è altri arresti e altri prigionieri. Cresce, così, la protesta e tre giorni dopo arrivano i primi morti. A Deraa vengono uccisi i primi manifestanti e nel giro di una settimana sono decine le vittime della repressione del governo di Assad. Il 29 marzo il governo si dimette, ma il giorno dopo lo stesso Assad in diretta tv afferma duramente di non voler cedere il potere e accusa forze straniere — chiaramente occidentali — di fomentare la protesta. Promette vaghe riforme, ma le prime mosse del regime sono quelle di chiudere l'unico Casinò del paese e di eliminare il divieto d'indossare il niqab nelle università siriane.

Siria, esplosioni ad Aleppo: 25 morti e 175 feritiAleppo (TMNews)- E' di 25 morti e 175 feriti il primo bilancio delle tre esplosione che questa mattina hanno colpito Aleppo, seconda città più grande della Siria. Lo ha annunciato il ministero della Sanità di Damasco. L'Esercito siriano libero, che raggruppa i militari dissidenti, ha accusato oggi il regime siriano di avere compiuti i due attentati di oggi ad Aleppo "per sviare l'attenzione" dalla repressione delle manifestazioni di protesta contro il presidente Bashar al Assad.

Una caricatura del presidente Bashar al-Assad accanto a Vladimir PutinNuovo governo, vecchie repressioni. Il 16 aprile 2011 giura il nuovo governo siriano, Assad torna in televisione e promettere ancora riforme per il Paese. Ma alle parole non seguono i fatti; anzi, i fatti che seguono sono cruenti. Il 22 aprile centinaia di migliaia di persone invadono le strade di Damasco, Deraa e altre città siriane e la risposta del regime è nelle oltre 100 vittime lasciate sul selciato. Il 28 aprile su internet appare il video del cadavere di Hamza al-Khateeb, una tredicenne che secondo l'opposizione sarebbe stata torturata e uccisa dalle forze di sicurezza di Assad. Lo sdegno mondiale è unanime e il giorno dopo gli USA inaspriscono le sanzioni contro la Siria e contro Assad. Ormai in Siria siamo alla guerra civile: attacchi terroristici e repressioni governative si susseguono, ma la situazione di stallo non cambia.

Isolamento mondiale. Il 31 luglio una nuova forte repressione del regime uccide, secondo le stime dell'opposizione, 140 persone, convincendo il Consiglio di Sicurezza dell'Onu a condannare le violenze tre giorni dopo. Nel frattempo Assad continua a dare una parvenza di cambiamento al suo regime e il 4 agosto emana un decreto che ridà la legalità ai partiti politici, per anni soppressi. Questa mossa, però, non basta a evitare che il 7 agosto anche la Lega araba — per la prima volta dopo cinque mesi — condanni le repressioni che avvengono in Siria, dando un segnale fortissimo al regime di Assad, ormai completamente isolato con esclusione dei rapporti con Cina e Russia (i due Stati che il 4 ottobre porranno il veto sulla risoluzione ONU di condanna a Damasco). Il 21 agosto Assad minaccia pesanti rappresaglie (nucleari?) se forze militari straniere dovessero intervenire a sostegno dei dimostranti a Damasco e Deraa.

L'immagine di Bashar al-Assad crivellata di proiettiliTracollo in gennaio. La situazione subisce un brusco peggioramento con l'anno nuovo. Da un lato vi sono gli attentati terroristici che uccidono decine di persone, dall'altro la risposta di Assad che sfrutta gli attentati per promettere il pugno di ferro contro i terroristi e gli oppositori. L'11 gennaio Gilles Jacquier, un giornalista di France 2, viene ucciso in un attacco; opposizione e governo si rimbalzano la colpa della morte. Il 28 gennaio la Lega araba sospende la propria azione di monitoraggio a causa del deterioramento della situazione siriana, e tre giorni dopo chiede al Consiglio di Sicurezza dell'ONU una risoluzione che preveda le dimissioni di Assad. Il 4 febbraio la risoluzione viene bocciata con i voti contrari di Russia e Cina, ormai unici baluardi del regime sanguinario di Damasco. Il giorno stesso un pesante attacco viene lanciato dall'esercito contro i manifestanti provocando decine, se non centinaia di morti. Il 6 febbraio gli Stati Uniti chiudono l'ambasciata.

Escalation violenta. Nelle ultime ore le violenze in Siria sono addirittura aumentate, facendo da più parti pensare a un imminente intervento internazionale e alla possibilità che Damasco diventi la nuova Tripoli. Gli scontri si susseguono in tutto il Paese e solo ieri sarebbero state oltre 120 le vittime uccise dalle forze del regime in tutto la Siria. La Germania ha espulso quattro diplomatici, mentre la Lega araba sta valutando la possibilità di riconoscere il Consiglio nazionale siriano, cioé l'opposizione ad Assad, come rappresentante del popolo siriano. Un primo, importante, passo verso una risoluzione congiunta tra ONU e Lega araba per un intervento militare nella regione. Insomma, la guerra è a un passo e il regime di Assad ormai agli sgoccioli.

Siria, Msf: medici e malati perseguitati dall'esercito di AssadMilano, (TMNews) - In Siria la medicina viene utilizzata come arma di persecuzione. La denuncia arriva da Medici senza Frontiere che non può operare sul territorio ma che è riuscita a raccogliere le testimonianze di feriti e medici scappati dal Paese. Quest'uomo è stato colpito alla gamba da un proiettile mentre accompagnava sua cognata incinta in ospedale fra cecchini e uomini armati in strada. Quando arriva in ospedale, però, ancora non è al sicuro. "Prima mi hanno detto che volevano amputarmi la gamba.



Siria, nuove bombe su Homs in un filmato amatorialeHoms, (TMNews) - Nuove bombe su Homs: in un video girato l'11 febbraio e pubblicato su YouTube le immagini dei nuovi attacchi delle forze di Assad sulla città siriana diventata "capitale della rivoluzione".

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