Siria, uno sterminio tra referendum farsa, Europa pavida e Russia amica

Le strade di Homs il 23 febbraioContinua il bagno di sangue in Siria, dove il regime di Assad prova in tutti i modi a fermare l'ondata di proteste che da oltre un anno sta minando il governo siriano. Bombe e cecchini le armi preferite da Assad, il quale però punta anche sulla campagna mediatica e trova in Putin un alleato importante.

La strage di Homs. Aggiornamento del 12 marzo - L'ultima strage. Decine di morti denunciati dagli attivisti nella città siriana: nei filmati diffusi online dagli attivisti dell'opposizione compaiono uomini, donne e bambini in pozze di sangue. Leggi cosa è successo.

Altri morti si vanno ad aggiungere all'elenco interminabile di vittime che negli ultimi 12 mesi ha costellato la storia della Siria. Sono centinaia le vittime in tutto il Paese, ma a farla da padrona è stata la cittadina di Homs, dove fonti umanitarie raccontano di una vera e propria strage. Non è ancora chiaro se le vittime siano civili che cercavano di scappare dalla città colpita ormai da giorni dalle bombe del governo, o se si tratti di appartenenti alla minoranza sciita alawita. Quello che è certo è che si vanno ad aggiungere alle ormai migliaia di vittime del regime di Assad. Che, però, non dà segni di cedimento.

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Siria, Homs sotto i bombardamenti da 24 giorni - VideoDocMilano, (TMNews) - Piovono le bombe sulla città siriana di Homs, sotto attacco da 24 giorni: i razzi hanno colpito soprattutto il quartiere di Baba Amr, praticamente distrutto.

 

Siria, protesta anti Assad: sfida al regime a Qusayr - VideoDocSiria (TMNews) - La repressione è durissima, ma gli oppositori di Assad sfidano il regime e la paura per manifestare contro il presidente. La protesta è andata in scena a Qusayr, cittadina a 15 km da Homs.

Il referendum in Siria (LaPresse)Vince il referendum. Quorum ottenuto e schiacciante maggioranza di sì. Il referendum costituzionale che darebbe maggiori libertà alle opposizioni, ma che è stato fortemente voluto proprio da Assad perché in realtà non cambia di molto lo status quo, ha ottenuto il 57% di affluenza secondo quanto riferito dal Ministro degli Interni, con l'89% dei voti espressi per il sì. Un referendum che, però, il mondo occidentale ha bollato come semplice farsa — anche perché le riforme non entreranno in vigore prima del 2014, cioè alla fine del mandato di Assad. Le opposizioni interne, infatti, avevano invitato a boicottare il referendum e la vittoria — senza osservatori esterni a poter certificare la correttezza del voto — appare come semplice propaganda di Assad. Una propaganda presa al balzo da Vladimir Putin, che nelle ultime ore si è schierato ancora più deciso al fianco del dittatore siriano.

Immagini dal fronte, guerriglieri siriani in azioneL'esercito siriano di liberazione prendere posizione nel tentativo di contrastare l'avanzata delle truppe di Bashar Assad. L'esclusivo video di Associated Press.

Russia contro opposizioni e interventismo. Il Ministro degli Esteri russo, infatti, ha così commentato il risultato referendario: "Il seguito delle opposizioni che avevano invitato al boicottaggio è limitato e dunque esse non possono parlare a nome del popolo siriano". Insomma, la maggioranza del popolo siriano sarebbe con Assad e, dunque, le opposizioni non hanno credibilità. E poco importa se vengono massacrate, se da decenni in Siria i partiti d'opposizione sono vietati e se il referendum stesso è poco attendibile. Il risultato della consultazione è importante per Putin, il quale infatti ha potuto subito ribadire che gli Stati Uniti e i Paesi Arabi non devono decidere di intervenire militarmente in Siria senza prima un mandato del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Dove, come si sa, il voto negativo della Russia vale come veto.

L'intervento di Hillary Clitnon al summit delle Nazioni Unite sulla questione siriana. L'incontro si è tenuto il …Armare i ribelli come in Libia. Si fa strada, però, negli Stati Uniti l'opzione di armare direttamente i ribelli siriani, proprio come avvenuto nella prima fase della rivolta libica. Come ha scritto ieri il New York Times, infatti, i senatori John Mc Cain, Lindsey Graham (entrambi repubblicani) e l'indipendente Joe Lieberman avrebbero chiesto al Governo Obama di armare i ribelli affinché possano difendersi dagli attacchi dell'esercito fedele al regime. Una richiesta che, per ora, non ha ricevuto risposta dal presidente, ma che è stata scartata da Hillary Clinton perché, secondo il segretario di Stato, vi sarebbe il rischio che le armi finiscano in mano a terroristi e criminali. Viene da chiedersi, però, come mai questo rischio in Libia non c'era, visto che i ribelli furono armati da diversi Paesi, Stati Uniti compresi.

Europa attendista. Non si sbilancia, come al solito, l'Unione Europea, che ha sì inasprito le sanzioni contro la Siria proprio ieri, ma ha ribadito che si deve risolvere la questione siriana senza l'uso delle armi. Una posizione confermata anche dal Ministro degli Esteri italiano Terzi, che ha espresso la speranza di una soluzione pacifica della crisi e una tregua umanitaria. Viene da chiedersi, però, come si possa definire crisi lo sterminio continuo dell'opposizione degli ultimi dodici mesi e, soprattutto, come si possa sperare in una tregua umanitaria da parte di un regime come quello di Assad.

Duccio Fumero

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Video: dalla Siria l'appello della giornalista ferita

Siria, video-appello della reporter ferita: 'Salvateci'La giornalista francese Edith Bouvier, sopravvissuta all'attacco che ha ucciso Marie Colvin e Remi Onchlick, lancia l'SOS da un rifugio nella città martire di Homs. Insieme a lei, altri due fotografi.

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