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2014, arrivano le colonnine di ricarica

122283582La mobilità elettrica tricolore ingrana la seconda con il decreto Sviluppo. Approvato dal Senato e diventato automaticamente legge venerdì 3 agosto, il pacchetto di norme strizza, con gli articoli dal 17-bis in poi, l'occhio ai mezzi di trasporto rispettosi dell'ambiente.

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A partire dal giugno del 2014, i comuni dovranno adeguare i propri regolamenti per imporre l'installazione di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici negli edifici di nuova costruzione a uso diverso da quello residenziale.

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Le strutture coinvolte saranno quelle con una superficie di almeno 500 metri quadri. Si pensi quindi ad uffici, esercizi commerciali o strutture industriali: saranno svariati gli spazi a cui potrà fare riferimento chi possiede un'automobile o un motorino elettrico.

E a Roma fioriscono gli orti urbani: ecco gli scatti della svolta green della capitale.

L'intervento punta nella direzione definita a fine gennaio dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che ha fissato a una su cinque il contributo delle auto elettriche nel totale delle vetture nostrane entro il 2020. Qualche settimana fa è stata Green Value a ipotizzare l'insediamento di 7,7 milioni di punti di ricarica in tutta Europa. I comuni della Penisola dovrebbero ben digerire quanto stabilito dal decreto Sviluppo, avendo già autonomamente portato avanti la causa: ultima in ordine di tempo è la città di Verona, che ha lanciato il programma We Drive per introdurre e sostenere il car sharing elettrico.

Sponda guidatore, chi fosse interessato ad acquistare un'automobile ecologica potrà contare a partire dal 2013 su incentivi statali che variano da 3 a 5mila euro. Per godere del contributo bisogna rottamare un vecchio veicolo. A disposizione sia dei fondi sia della costruzione di infrastrutture, 210 milioni di eurostanziati non senza qualche difficoltà.

Da sciogliere, a questo punto, il nodo degli standard. La diffusione massiccia delle colonnine e la crescita della percentuale di vetture elettriche dovrà presupporre la definizione di punti comuni fra le case produttrici e le soluzioni tecnologiche in uso, così da non limitare all'uno a all'altro marchio l'asse soluzione ricarica-vettura da ricaricare. Si focalizzerà (anche) su questo il 'Piano nazionaleinfrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica' da approvarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto e previo pollice alto del Cipe.

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