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5 modi per smascherare un bugiardo

(Fotolia)Gli occhi che mentono non esistono. La teoria che fa leva sulla lettura del movimento oculare per verificare il livello di onestà nelle parole e negli atteggiamenti di una persona è messa in discussione. Si diceva, più o meno, che chi guardava in alto a destra stesse per spararla grossa mentre chi muoveva verso sinistra fosse più prossimo alla verità. Ebbene, due università, quella di Edimburgo e quella dell'Hertfordshire, attraverso i loro test, pubblicati sulla rivista Public Library of Science One, hanno dimostrato come questa teoria sia del tutto infondata.

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Come hanno fatto? Nulla di più lineare: hanno filmato nel dettaglio i movimenti degli occhi di un gruppo di volontari chiedendo loro di raccontare, allo stesso modo e alternando le versioni, verità e bugie. Hanno poi mostrato queste registrazioni a un secondo gruppo di persone, domandando loro di "leggere" e tentare di dedurre la buona o cattiva fede delle dichiarazioni immortalate.

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Risultati: "Un'ampia percentuale del pubblico crede che certi movimenti oculari, diversi da quelli della teoria, siano un segno di menzogna, altri ci vedono invece ben altro — ha detto al dottoressa Caroline Watt, dell'ateneo scozzese — insomma la ricerca non dà alcun supporto alla vecchia credenza e dice che è tempo di abbandonarla". Nessuna relazione fra occhi e patacche nel primo gruppo, dunque, e nessuna capacità di individuare i provetti Pinocchi nel secondo.
Quali armi ci rimangono, allora, per capire se chi abbiamo davanti sta bluffando clamorosamente o ci sta dicendo solo e soltanto la verità? Non c'è alternativa: bisogna improvvisarsi novelli Tim Roth alias Cal Lightman, l'infallibile (e forse poco credibile) esperto di Lie to me, e aguzzare orecchie e sensi seguendo i cinque modi per smascherare un bugiardo patentato. A garantire la loro efficacia, il professor Richard Wiseman dell'università dell'Hertforshire.

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Io, me e me stesso: i bugiardi inventano storie mai accadute e dunque tendono a ridurre il numero di volte in cui si riferiscono esplicitamente a sé stessi. Attenzione dunque ai cali di tono in parole come "io", "me", "me stesso". Nascondono qualcosa che non esiste.

Ambiguità: mentire è molto difficile e le persone tendono a non muoversi quando sono concentrate nell'ideare qualche patacca da rifilarvi. Siate dubbiosi se un individuo di punto in bianco s'inchioda senza motivo mentre parla o si muove.

Umm... err: i bugiardi sono assai più esitanti di chi dice la verità e tendono appunto a temporeggiare fra una parola e l'altra. Occhio ai vari "uhm", "ehm", "errr" e altri suoni interstiziali che danno loro il tempo di trovare dettagli da aggiungere alla versione taroccata che vi stanno propinando.

Tempi lunghi: è collegata alla precedente. Chi racconta menzogne deve pensare a lungo e nel dettaglio prima di sfornare la sua storia. Siate estremamente sospettosi se qualcuno fa pause troppo lunghe prima di iniziare a rispondere a una domanda precisa, che non prevede grandi margini di interpretazione.

Gesticolazione: i bugiardi tendono a muovere le mani intorno a loro e in generale a una vivacità più spiccata di chi racconta la verità. Occhio in particolare a chi si copre la bocca o si tocca i capelli mentre vi parla. Quasi sicuramente sta dicendo una bugia.

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