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Anche gli astronauti mangiano il risotto

(LaPresse)Samantha Cristoforetti sta per coronare un sogno. Milanese, classe 1977, capitano e pilota dell'Aereonautica Militare, in forza all'Agenzia Spaziale Europea dal 2009, sarà l'ingegnere di bordo della navicella russa Soyuz, nel 2014, a novembre, quando volerà nello spazio per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Guarda le migliori foto scattate dalla Stazione Spaziale Internazionale.

"Da bambina sognavo di fare l'astronauta. Inutile, quindi, negare l'emozione e la gioia per questa avventura che mi aspetta. Ma la mia missione è trasformare in routine questa esperienza eccezionale: siamo addestrati a farlo".

Ecco le foto dell'astronauta italiano Paolo Nespoli durante il suo soggiorno nello Spazio.

Determinata e sicura di sé, ha incontrato il pubblico di TriesteNext, Salone europeo dell'innovazione e della ricerca scientifica, indossando l'uniforme blu dell'ESA e, in particolare ai più giovani, ha lasciato due messaggi: "Le cose si fanno sempre in squadra nella vita.

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E l'inglese non è una lingua straniera: bisogna saperlo parlare". Lei, prima astronauta donna italiana a mettere piede sulla ISS, ha dovuto imparare anche il russo, che è la seconda lingua ufficiale a bordo.

Sulla Stazione spaziale internazionale trascorrerà sei mesi, in orbita, a 400 chilometri dalla Terra, dove ogni 90 minuti vedrà il Sole sorgere e tramontare, impegnata tra esperimenti scientifici, attività di manutenzione ed eventuali passeggiate spaziali per operazioni extra-veicolari, "secondo un'agenda che minuto per minuto ci indicherà le cose da fare nel corso della giornata". Da tre anni, ormai, si addestra per vivere nello spazio, in assenza di peso, nel grande laboratorio fluttuante ("la stazione internazionale è grande più o meno come un campo di calcio"). E in condizioni di assenza di peso accadono cose bizzarre: qualsiasi oggetto o persona che non sia fissato inizia, infatti, a galleggiare. Ecco perché, tutto deve essere ben fissato, solitamente con del nastro isolante o del velcro. Anche le posate. Perché del resto anche l'alimentazione degli astronauti è influenzata dall'assenza di peso e il cibo è stato una delle sfide più grandi per l'esplorazione umana dello spazio.

Cosa mangerà per mesi nello spazio?

"L'alimentazione, così come l'attività fisica, ha un ruolo molto importante per mantenersi in forma e in buona salute, anche nello spazio. Non solo fornisce le calorie e i principi nutritivi necessari per poter lavorare, ma, come sulla Terra, offre occasioni di socializzazione: mangiare è un momento conviviale, mangiare insieme serve a creare un'atmosfera positiva. Senza dimenticarsi che un'alimentazione giusta e un buon esercizio fisico aiutano a proteggere le ossa degli astronauti che, in assenza di peso, si indeboliscono. Tutto sommato, comunque, quello che si mangia nello spazio è molto simile a quello che siamo abituati a mangiare sulla Terra: semplicemente i cibi sono già pronti e confezionati in bustine o in scatolette. Certo, la varietà è inferiore: gli astronauti hanno a disposizione otto menu a rotazione".

Ma potrà mangiare anche lassù lasagne e risotti?

"Be' sì, purché siano precotti e disidrati: se un alimento è privato del contenuto d'acqua si conserva meglio e pesa meno. Ovviamente i cibi disidratati possono essere consumati solo dopo avervi aggiunto dell'acqua calda. Ma a bordo ci sono dei dispenser di acqua: basta aggiungere la quantità necessaria, indicata nelle confezioni. Così come ci sono anche delle valigie-forno per poter riscaldare i cibi. Anche il caffè è in forma disidratata, è liofilizzato: per consumarlo basta aggiungervi dell'acqua. Sulla Stazione ci sono dei sistemi di rigenerazione per riciclare l'acqua dall'urina, dal sudore e dall'umidità presente in atmosfera, ma in ogni caso altra acqua arriva a bordo grazie alle missioni di rifornimento".

Quindi, come vengono trattati gli alimenti di cui si nutrono gli astronauti?

"Oltre a essere liofilizzato, il cibo viene sottoposto a un trattamento termico (termostabilizzato) per poter essere conservato a temperatura ambiente. E poi viene confezionato in scatolette o in sacchetti sotto vuoto".

Una cosa è certa, però, a bordo della Stazione spaziale internazionale, non potrà andare al supermercato e comprare pane, biscotti, frutta.

"È vero. Non si può andare a fare la spesa, ma regolarmente a bordo della Stazione spaziale arrivano approvvigionamenti di cibo grazie a una navicella automatizzata, come l'Automated Transfer Vehicle (ATV) dell'ESA o il Progress russo, che raggiunge la Stazione carica di pasti già pronti e frutta fresca. Pane, biscotti e cracker, però, non si possono mangiare: fanno briciole e immaginate cosa potrebbe accadere se tutte le briciole iniziassero a fluttuare ovunque. Allora, meglio le tortillas. Anche il sale è in forma liquida, per evitare che i cristalli di sale galleggino ovunque".

Luca Parmitano, l'astronauta italiano che partirà per la Stazione spaziale a maggio 2013, integrerà il menu standard di bordo con caponata, risotto al pesto e tiramisu. Umberto Guidoni, che è stato il primo europeo sulla Iss, ha portato con sé del parmigiano. Lei cosa porterà?

"Ho ancora tempo per pensarci. Ora mi concentro sull'addestramento".

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