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Blu, il colore più amato del mondo

È il più affascinante e controverso tra i colori: si associa alla calma, ma anche alla depressione. Secondo diverse indagini, il blu è anche il colore più amato, preferito dalla metà della popolazione mondiale. Le lenti a contatto più comprate nel mondo sono blu; divise blu per le infermiere — dice uno studio condotto alla Cleveland Clinic — fanno felici i bambini; e l'unico capo d'abbigliamento della storia che non è mai passato di moda si chiama blue-jeans, pantaloni simbolo dell'individualismo, anche per via "del modo unico in cui si personalizzano, scolorendo con il lavaggio", spiegano gli psicologi.

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Numerosi studi scientifici vengono condotti sul blu, sulle sue proprietà ottiche e i suoi connotati antropologici. Ad esempio un gruppo di ricercatori sta cercando di capire la struttura di un particolare tipo di mirtilli che si prefigura come l'oggetto più lucente mai trovato in natura. Un meraviglioso trucco per farsi inghiottire dagli uccelli — attratti dal bagliore — e disperdere così il più lontano possibile i semi della pianta.

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Gli antropologi poi si affannano ancora nel tentativo di tracciare la storia del blu nella cultura umana, per capire ad esempio il ruolo di questo pigmento in relazione ai concetti di virtù, autorità, divinità e classe sociale. In alcune culture poi, il pigmento blu era prezioso come l'oro.

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Ma il blu è in relazione anche con l'umore e il comportamento. Al contrario del rosso, favorisce la calma e la riflessione, forse perché ricorda il mare e il cielo, ovvero ciò che più facilmente associamo alla vacanza e al benessere. Molte ricerche lo confermano. All'università giapponese di Aichi, ad esempio, hanno dimostrato che lavorare in un ambiente blu affatica meno ed evita la sensazione di claustrofobia, rilassando le persone fino a calmare la loro frequenza cardiaca rispetto a chi lavorava in un ambiente giallo.

La rivista Science ha pubblicato uno studio della University of British Columbia che mostra come la capacità di risolvere problemi al pc (sia in senso creativo che per obiettivi) sia condizionata dal colore applicato allo schermo. Si è visto che una cornice blu migliorava — rispetto a una rossa o bianca — la creatività, mentre il rosso agiva migliorando l'accuratezza. Interessante notare che i partecipanti allo studio, dovendo ipotizzare l'esito della ricerca, abbiano risposto che sia la creatività che l'accuratezza sarebbero state migliorate dallo schermo blu.

Il blu si associa anche al freddo, al dolore e alla morte. Fu la depressione a spingere Picasso nel suo periodo blu, e si dice "blues" per dire tristezza o depressione (baby blues è la depressione post-partum): ma non si sa perché. Forse — si ipotizza all'Università americana di Richmond, in Virginia — perché è blu il colore della pelle quando il corpo è privo di ossigeno. Qui si studia anche le capacità del blu di placare l'appetito. Se siete a dieta, provate a cambiare la lampadina del frigorifero con una blu: all'improvviso tutto vi sembrerà meno appetitoso, perché il nostro cervello associa al cibo blu qualcosa di marcio e non sano. Al contrario, gli insetti sono attirati dal blu, e blu è la lampada per intrappolare e uccidere le zanzare.

A differenza di altri colori, un fiore, un animale o un frutto blu lo sono "strutturalmente": la struttura stessa del piumaggio o della buccia ha una particolare disposizione "blu". Si è visto infatti che le componenti del colore possono disporsi in modo causale, e allora avremo un blu stabile e opaco. Se invece la disposizione segue un ordine periodico, simile ad esempio alla struttura degli atomi o dei cristalli, allora avremo un blu scintillante o iridescente come quello delle farfalle o dei già citati mirtilli: ben più brillanti di un diamante, capaci di riflettere il 30% della luce che li irradia.

La natura ispira la tecnologia: robot mimetico come un calamaroMilano, (TMNews) - A prima vista può sembrare un giocattolo gommoso, uno di quei gadget che i bambini trovano nelle patatine: in realtà è un sofisticato robot messo a punto da un team di scienziati statunitensi, capace di strisciare, mimetizzarsi e persino nascondersi dalle telecamere a raggi infrarossi. Si tratta di una soft machine, ovvero di un robot, 13 centimetri di lunghezza, fatto di silicone: di questo materiale è composta la sottile membrana che ricopre il robottino, che si gonfia e colora alimentato da microscopici tubi permettendo al device di assumere il colore dell'ambiente circostante e quindi mimetizzarsi oppure, al contrario, farsi riconoscere. Iniettando nei piccolissimi condotti dei liquidi freddi o caldi, i ricercatori possono schermare termicamente il robot, in modo da renderlo invisibile a una mappatura a infrarossi. Le zampette sono a forma di X e vengono mosse con l'aria compressa, in modo da farlo strisciare, imitando i movimenti di polpi o calamari: gli studiosi per crearlo si sono infatti ispirati alla perfezione della natura. Il robot potrebbe trovare applicazioni in chirurgia o in operazioni di soccorso, data la versatilità e le piccole dimensioni.

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