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Come fondare un partito (in Rete)

Come fondare un partito in ReteSe è vero, come affermava Aristotele, che "l'uomo è per natura un animale politico", è anche vero che ultimamente l'uomo, almeno quello italiano, fa un po' a pugni con la sua natura. I sondaggi parlano chiaro: la fiducia nei partiti è in picchiata e, minata dai continui scandali, si trova ai minimi storici dai tempi di Mani Pulite. Allora finì con l'avvento della cosiddetta Seconda Repubblica e anche se è ancora prematuro parlare di una Terza Repubblica, lo scollamento tra cittadini e governanti appare sempre più profondo. Come ricucirlo? Secondo alcuni, proprio attraverso la Rete.

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Ma si può fondare un partito online? E quali strumenti ci sono per fare politica in Rete? Considerato che per la Costituzione italiana "tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" (art. 49), non ci sono ostacoli particolari all'utilizzo del Web per fondare un partito.

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A questo punto restano solo due vincoli: uno di carattere legislativo e uno burocratico. A norma di legge i partiti "non possono presentarsi sottoforma di organizzazioni paramilitari o di associazionismo segreto e non possono essere finalizzate alla ricostituzione del partito fascista" (art. 18 della Costituzione). Come norma pratica è invece necessario presentare un simbolo, che va depositato assieme a uno statuto da un notaio.

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Chi temeva di dover distribuire pile sconfinate di tessere non deve preoccuparsi, a meno che non voglia candidarsi in una lista. In questo caso serve una raccolta firme, che varia a seconda del tipo di elezione e dell'ampiezza della circoscrizione elettorale. La tecnologia però ci viene ancora una volta in soccorso attraverso portali dedicati alle petizioni online come www.petizionionline.it e www.firmiamo.it (anche se per produrre documenti con valore legale occorre dotarsi di firma digitale).

Tramontate le grandi ideologie, il maggiore fattore aggregante diventa la progettualità e il Web è sicuramente attrezzato per la creazione di fronti comuni e cause condivise (non a caso la Rete viene spesso metaforicamente accostata alla piazza). Il radicamento sul territorio passa allora sempre più attraverso Internet grazie a siti come Meetup e MoveOn.Org. Il primo è un canale molto diffuso per organizzare varie forme di manifestazioni e incontri, mentre il secondo è più vicino alla cultura dei forum e della edemocracy.

Altra cosa è invece parlare della presenza dei partiti in Rete. Dalle piccole liste civiche alle grandi coalizioni tutti si sono ormai dotati di siti e forum ufficiali così come di presidi sui social network. Le vecchie formazioni si sono dotate degli stessi mezzi che utilizzano i nuovi movimenti come il Partito Pirata o il Soggetto Politico Nuovo, o ancora il Movimento 5 Stelle (che dal blog personale del comico Beppe Grillo è stato poi declinato attraverso un sito dedicato e le pagine Facebook e Twitter). Certo nella battaglia dei like (che comunque volano su cifre piuttosto basse) i partiti tradizionali perdono terreno. Diverso l'andazzo quando invece ci sono le elezioni, almeno fino alla scorsa tornata.

Il problema è tradurre la presenza online in forme di partecipazione attiva. Un esempio? La riforma della sanità americana voluta da Barack Obama è passata (anche) attraverso il contributo dei tanti cittadini e sostenitori che hanno scelto di raccontare la propria storia. La sezione Healt Care Stories nel sito del Presidente Usa assomiglia a un diario collettivo: una sorta di crowdsourcing applicato alla politica.

La Rete non è un luogo autonomo dove fare politica, ma un potente veicolo di integrazione,come dimostrato anche dalla parabola del Partito Pirata. Il suo successo in Germania è partito online ma si è poi nutrito di mobilitazioni popolari e voti per raggiungere le istituzioni. Per iniziare insomma a contare davvero, e non solo in termini di like.

La lezione sembra chiara: dalla Rete si può partire, ma dalla Rete bisogna anche uscire. È un luogo dove piantare il seme di un'idea e diffonderlo, perché poi cresca e viva anche fuori da lì. Proprio come il germoglio che esce dalla terra in cerca del sole. Non sempre ci si può limitare a dare un contributo online. I problemi complessi a volte esigono risposte complesse. E concrete. Se bastasse un click per risolverli, non saremmo qui a discuterne.

(Credit per la foto: Karsten Mora/Getty)

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