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Ecco gli IgNobel, tra lati B delle scimmie e pazienti esplosivi

Ecco gli IgNobel, tra lati B delle scimmie e pazienti esplosiviIgNobelNon potevano mancare e ci sono stati: lanciati con precisione millimetrica, fatti planare a caso o caduti rovinosamente al suolo. Gli aeroplanini di carta sono una tradizione alla cerimonia degli IgNobel (#IgNobel), i premi assegnati alle ricerche scientifiche più strambe e improbabili dagli Annals of Improbable Research.

Ecco le 100 bufale a cui credono tutti.

E anche ieri sera (o meglio la scorsa notta), nel corso della ventiduesima edizione del premio, hanno fatto la loro comparsa.

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Insieme a reggiseni usati come mascherine in caso di esplosioni nucleari, diamanti finti in versione XL, importanti Premi Nobel liberi finalmente liberi di comportarsi come bambini, e soprattutto al fantastico presentatore-cappellaio matto Marc Abrhams (fondatore ed editor degli Annals, nonché mattatore della serata da ormai più di vent'anni), hanno dato vita anche quest'anno a uno show spettacolare, che avrebbe molto da insegnare a importanti cerimonie ormai diventate noiose e impomatate.

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Tema dell'anno l'Universo, celebrato come di consueto da un'opera lirico-teatrale quest'anno più godibile del solito. Ma una menzione d'onore va indubbiamente alle 24/7 Lectures: interventi lampo di 24 secondi, seguiti da riassunti di 7 parole in cui eminenti scienziati spiegano al grande pubblico temi particolarmente astrusi. Qualche esempio? Rick Roberts. Premio Nobel per la Medicina nel 1993 ha parlato delle forme di vita basate sull'arsenico. Ecco le sue sette parole "only assholes believe arsenic can support life" (solo gli idioti credono che l'arsenico possa permettere la vita). Indimenticabile, poi, ogni singolo intervento delle Sweetie Boo (quest'anno erano in due) che interrompevano discorso di accettazione del premio più lungo di 60 esattissimi secondi con il "Ora basta, mi sto annoiando, ora basta mi sto annoiando…", ed estremamente godibile quest'anno anche l'opera lirico-teatrale, nella quale si cercava disperatamente di disegnare un abito adatto all'Universo, tema dell'edizione 2012.

Ma i veri protagonisti della serata, svoltasi anche quest'anno al Sanders Theater di Harvard, sono stati loro: gli studi premiati, che hanno ben meritato il riconoscimento vinto, e i loro autori, che hanno accettato questo inaspettato momento di gloria con grazia e autoironia. Eccoli tutti e dieci.

Psicologia

Il primo a essere stato assegnato nel corso della movimentata serata. Ed è andato a Anita Eerland (Open University), Rolf Zwaan (Erasmo University Rotterdam) and Tulio Guadalupe (Max Plank Institute), per  il loro studio su come piegarsi verso sinistra faccia apparire la Torre Eiffel più piccola. Provare per credere.

Pace

Il premio IgNobel per la pace è stato assegnato all'azienda russa SKN company per aver convertito antiche munizioni russe in diamanti falsi. I suoi rappresentanti hanno ricevuto il premio portandosi dietro un enorme gigante gioiello finto - o meglio un vero nanodiamond, come lo chiamano i suoi creatori. Chissà se a Marylin Monroe avrebbero fatto lo stesso effetto di quelli veri.

Acustica

Lo speechjammer creato da Kazutaka Kurihara e Koji Tsukada si è aggiudicato il premio per l'acustica. È un dispositivo per confondere e  interrompere una persona mentre fa un discorso facendogli riascoltare le sue stesse parole e la sua medesima voce con un ritardo di qualche secondo.

Neuroscienze

Craig Bennett, Abigail Baird, Michael Miller e George Wolford per aver effettuato una risonanza magnetica funzionale su un salmone morto. E aver trovato un segnale di attività. A dimostrazione del fatto che con le moderne tecnologie un neuroscienziato può tutto.

Chimica

Lo scorso anno i neoinquilini di alcune case appena costruite ad Anderslow in Svezia sono uscite dalla doccia con i capelli verde spento e non del biondo etereo che mezzo mondo invidia. I vincitori del premio IgNobel per la chimica è Johan Pettersson, colui che ha risolto questo mistero: tutta colpa del rame.

Letteratura

Non c'è bisogno di scrivere un grande classico per vincere questo premio. Basta stilare un rapporto su un rapporto su un rapporto nel quale si raccomanda di scrivere un rapporto su un rapporto a proposito di un rapporto. Come ha fatto il General Accountability Office del governo statunitense. Chiaro no?

Fisica

Immaginate di essere un professore della Stanford University (California) e di fare una corsetta nel campus ogni mattina. E di incontrare, tutte le volte, decine di studentesse che fanno jogging anche loro. Su cosa cadrà la vostra attenzione? Ovviamente sulle loro code di cavallo, proprio come è successo a Joseph Keller. Il quale, insieme a Raymond Goldstein (di Cambridge), Patrick Warren e Robin Bal ha vinto il suo IgNobel grazie allo studio delle forze dietro alla forma e al movimento di questa acconciatura. Ieri sera Keller è anche stato ripescato come vero vincitore di una versione passata degli Ignobel, sempre nel campo della fisica, per aver disegnato una teiera che non gocciola.

Fluidodinamica

Capita sempre, per lo meno a chi beve il lungo e brodoso caffè americano, ma anche a chi si porta in giro la tazza di tè da una stanza all'altra: il liquido si rovescia sul pavimento. Per sapere perché basta leggere lo studio che si è aggiudicato questo premio, andato a Rouslan Krechetnikov (Ucsb) e Hans Mayer.

Anatomia

Frans de Waal e Jennifer Pokorny hanno ricevuto il premio IgNobel per l'anatomia per aver scoperto che gli scimpanzé possono identificare altri scimpanzé di loro conoscenza guardando fotografie del loro lato B. No Comment.

Medicina

Ultimo ad essere assegnato, questo riconoscimento è andato a Emmanuel Ben-Soussan per aver suggerito ai medici che effettuano una colonscopia un modo per ridurre il rischio che i loro pazienti esplodano durante la procedura (un accumulo di gas, a causa della natura elettrica del colonscopio, può dare luogo una piccola esplosione che può avere come conseguenza una grave perforazione del colon, ma è un evento estremamente raro, correlato a particolari patologie o all'asportazione di polipi). Ricerca, per stessa ammissione dello scienziato, molto rumorosa.

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