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La leggenda degli alieni su Marte

Assai più di oggi, puntare un telescopio
verso il cielo alla fine del XIX secolo poteval_uomo_di_marte_8489 riservare sorprese incredibili. E infatti proprio alle notti insonni trascorse a scrutare le profondità galattiche Giovanni Virginio Schiaparelli deve parte della sua fama di astronomo. In una di quelle osservazioni, lo scienziato scoprì la presenza di alcuni canali sulla superficie di Marte. Un fatto sensazionale che scatenò la fantasia di mezza Europa. Presto si sarebbe iniziato a parlare di vestigia lasciate dalla scomparsa civiltà marziana.

Gli alieni su Marte? Una bufala. Eccone altre 100.

Nonostante le derive sensazionalistiche — e prive di fondamento, come venne scoperto un centinaio di anni più tardi — l'attività di Schiaparelli fu sempre caratterizzata da grande professionalità e dedizione. L'astronomo era nato il 14 marzo 1835 a Savigliano, in provincia di Cuneo, e si era appassionato all'osservazione del cielo all'età di 6 anni. La storia vuole che rimase affascinato da una pioggia di stelle cadenti.

Le migliori foto scattate dallo Spazio.

Visto che in quegli anni nessun bambino poteva ancora sognare di diventare astronauta, Schiaparelli decise di dedicarsi all'astronomia. Infatti nel 1854, dopo la laurea in Ingegneria idraulica a Torino, abbandonò velocemente l'idea di fare carriera nel campo tecnico. Piuttosto, si dedicò allo studio della lingua tedesca per poter leggere di persona i testi dei grandi astronomi che lavoravano in Germania.

Il 2011 è stato un anno pieno di panzane scientifiche. Eccole.

Come accade spesso ai geni, gli sforzi del giovane Schiaparelli vennero premiati nel giro di pochi anni. Si trasferì a Berlino e poi all'osservatorio di Pulkovo, vicino a Pietroburgo, per studiare astronomia. Nel 1860, all'età di soli 25 anni, venne nominato secondo astronomo presso l'osservatorio di Brera, di cui divenne direttore nel giro di un paio d'anni.

Nel frattempo l'astronomo compì più di 11mila misurazioni per valutare la natura delle stelle doppie e scoprì l'asteroide 69 Hesperia. Inoltre, fu tra i primi a dimostrare che gli sciami meteorici delle Perseidie delle Leonidi non sono altro che residui della cometa Tempel-Tuttle.

Ma la scoperta più sensazionale di Schiaparelli riguardava i presunti canali osservati sulla superficie di Marte. L'astronomo aveva iniziato a studiare il pianeta nel 1877 con il suo telescopio, rimanendo colpito dalla presenza di una fitta rete di strutture lineari che battezzò "canali". Il resto della storia si scrisse quasi da sé.

La traduzione in inglese del volume Il pianeta Marte del 1893 definì le strutture osservate dal direttore dell'osservatorio di Brera con il termine "canals" anziché il più corretto "channels". Una sottile differenza che inculcò nella mente dei lettori l'idea che si trattasse di opere architettoniche costruite da una civiltà marziana ormai scomparsa.

Tempesta solare più forte degli ultimi 5 anniParticelle magnetiche derivanti da un enorme eruzione solare avvenuta martedì stanno raggiungendo la Terra e potrebbero creare problemi alle comunicazioni via satellite e al traffico aereo.

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Un volo in slitta su Marte: il regalo della NasaL'agenzia spaziale americana offre la possibilit� di sorvolare il pianeta rosso a velocti� di slitta, con una colonna sonora natalizia.

L'astronomo Percival Lowell fu uno dei più strenui sostenitori della natura artificiale dei canali, ma fu smentito pochi anni dopo da Vincenzo Cerulli, il quale dimostrò che i canali non erano altro che l'effetto di un'illusione ottica causata dal telescopi. Nel 1965, la sonda Mariner 5 inviò sulla Terra le prime immagini della superficie di Marte: un arido deserto butterato dall'impatto di meteoriti. Schiaparelli, chiaramente, non vide mai quelle immagini. Era morto il 4 luglio 1910.

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