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Schwazer, cos'è l'epo e come funziona

Alex SchwazerIl bis dell'oro di Pechino, a Londra 2012, non ci sarà. La doccia fredda per i corridori azzurri è arrivata ieri: il marciatore ventisettenne Alex Schwazer è stato trovato positivo all'Epo durante un controllo antidoping effettuato dalla Wada (World-Anti Doping Agency) a Oberstdorf lo scorso 30 luglio.

Ecco le più emozionanti foto di sempre delle Olimpiadi.

"Ho fatto tutto da solo e di testa mia e dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo",
ha dichiarato l'atleta. A Londra, ai Giochi olimpici, non atterrerà mai, dopo l'espulsione da parte del Coni dalla competizione.

Guardate questi begli scatti delle Olimpiadi di Londra come non le avete mai viste.

Quella di Schwazer è una storia già vista: nel 2008 il ciclista modenese Riccardo Riccò venne trovato positivo all'Epo durante il Tour de France, e quindi allontanato dalle gare. Sorte simile toccò al collegaFloyd Landis, che nel 2006 riuscì a vincere il Tour, ma il cui titolo venne poi revocato proprio per doping. Nel 2010 lo stesso Landis avrebbe ammesso di aver fatto più volte ricorso a sostanze dopanti, tra cui l'Epo. Ma di cosa si tratta esattamente?

E queste sono le bellissime immagini del villaggio olimpico di Londra scattate dallo spazio.

L'Epo, o eritropoietina, è un ormone glicoproteico prodotto fisiologicamente nel fegato e nei reni. Qui, infatti, la presenza di particolari sentinelle (recettori) monitora costantemente il livello di ossigeno nel sangue. Se la sua presenza in circolo diminuisce allora un segnale innesca la produzione di eritropoietina, la quale, una volta in circolo, raggiunge i suoi specifici recettori nel midollo osseo. Il legame tra ormone e recettore innesca un processo noto come eritropoiesi, la produzione cioè di più globuli rossi, i carriers con cui viaggia l'ossigeno all'interno del corpo. Più carrozze, più ossigeno in circolo, così da garantirne il corretto rifornimento ai tessuti, i muscoli in particolare, e bilanciare eventuali carenze.

Ma l'organismo non è l'unico produttore di Epo. In laboratorio infatti è possibile riprodurre forme sintetiche dell'ormone, che usate come farmaci in casi di anemia associata a diabete, cancro o disturbi nel funzionamento dei reni producono gli stessi effetti dell'analogo naturale.

Accanto all'utilizzo terapeutico c'è poi quello sportivo: atleti che ricorrono all'Epo per aumentare le proprie performance sportive. Dal momento che l'eritropoietina riesce ad aumentare i globuli rossi e quindi la presenza di ossigeno in circolo, il potere aerobico (la capacità di rifornire di ossigeno i tessuti) aumenta, migliorando la resistenza agli sforzi e ritardando la sensazione di fatica (soprattutto nel caso di sport che richiedano un lungo sforzo, come il ciclismo e la marcia). È come se i muscoli avessero una riserva di carburante su cui contare. Riserva che conferisce a chi ne fa uso un indiscutibile vantaggio, tutt'altro che sportivo, e per questo vietato (qui gli altri principali metodi del doping).

L'Epo però può essere anche molto rischioso. Aumentando la quantità di globuli rossi in circolo, l'eritropoietina rende il sangue più denso, perché ne aumenta la porzione cellulare, causando coaguli, infarto, ictus, embolie cerebrali o polmonari nel peggiore dei casi. Bandito dagli inizi degli anni Novanta come sostanza dopante, i test per rivelarne la presenza nel sangue e nelle urine arrivarono nel 2000, alle Olimpiadi di Sydney, capaci di distinguere le forme naturali da quelle sintetiche assunte per aumentare le prestazioni. Quelle che sperava di migliorare Schwazer a Londra 2012 ammettendo:"Volevo essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato".

Yahoo! Notizie - La conferenza stampa di Schwazer


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