Blue Monday, ecco perché è il giorno più triste dell'anno

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Oggi, 18 gennaio 2021, è il Blue Monday, noto anche come il giorno più triste dell’anno. Come è nata questa strana ricorrenza? Ecco la storia.

La “colpa” sarebbe da attribuire al professor Cliff Arnall, psicologo dell’università di Cardiff che avrebbe messo a punto uno studio scientifico su cui si fonda proprio la tesi del Blue Monday. Tutto si baserebbe su un calcolo matematico, un’equazione che considera diverse variabili che vanno dalle condizioni meteo, ai soldi spesi durante le feste natalizie, fino ai sensi di colpa che ne derivano e il calo motivazionale dovuto al periodo successivo, in gennaio.

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Le formule che determinano il “giorno più nero di tutti” hanno però scatenato molte polemiche negli ultimi anni. Alcuni pensano che si tratti soltanto di una trovata pubblicitaria, che dal 2005 si basa su uno studio senza alcun fondamento scientifico fatto firmare ad Arnall. La compagnia pubblicitaria dietro l’operazione in questione avrebbe infatti deciso, secondo quanto sostenuto da chi critica il Blue Monday, di promuovere un’iniziativa per convincere i propri clienti che la loro tristezza del mese di gennaio aveva un fondamento scientifico, e dunque che la si poteva combattere semplicemente con una vacanza.

Il Blue Monday sarebbe comparso dunque per la prima volta all’interno di un comunicato stampa aziendale e successivamente ripreso da molte testate giornalistiche, per dare una presunta rilevanza scientifica alla ricorrenza.

Il “povero” Arnall, contro il quale sono piovute una valanga di critiche, è però anche colui che ha calcolato il giorno più felice dell’anno. Tale data cade nel mese di giugno (nel 2005 il giorno 24, nel 2006 il 23, nel 2008 il 20, nel 2009 il 19, e nel 2010 il 18). In maniera simile, ma in modo contrario, sembra che i motivi considerati dallo psicologo siano l’attività all’aperto, le relazioni sociali, la natura e la temperatura. Tuttavia anche il giorno più felice dell’anno, in inglese Happiest Day, può essere considerato una bufala. Fu infatti un’azienda di gelati a pagare Arnall circa 1.650 sterline per avvalorare la creazione di questa giornata su base matematica.

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