Bob Levinson: a 10 anni dalla sua scomparsa, la moglie attacca “Iran responsabile”

Sono passati dieci anni da quando sull’isola di Kish, nel Golfo Persico, si sono perse le tracce del cittadino americano Robert Bob Levinson, forse in missione segreta per conto della Cia o dell’Fbi. Sei anni fa la famiglia ha ricevuto delle foto che ritraggono l’uomo con una tuta arancione come un detenuto di Guantanamo.

Per l’intelligence statunitense è un tentativo di allontanare i sospetti da Teheran sulla cui responsabilità la moglie Christine non ha dubbi: “L’Iran è responsabile. Sanno dove si trova e quello che gli è successo. Lo tengono in ostaggio da 10 anni. Abbiamo bisogno di un intervento degli Stati Uniti per sapere cosa vogliono in cambio per liberarlo. Spero che l’amministrazione Trump sia in grado di fare qualcosa”.

Gli iraniani negano di averlo arrestato. Bob Levinson, il cittadino americano tenuto più a lungo in ostaggio, quando è scomparso non era un dipendente del governo americano. Questa è la versione ufficiale di Washington secondo cui l’ex agente dell’Fbi si trovava in Iran per motivi privati. Gli Stati Uniti hanno offerto una ricompensa di 5 milioni di dollari.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità