Bocci (Pd): sostengo pdl per applicazione legge 194 in Lombardia

Red-Alp

Milano, 9 ott. (askanews) - "Sosterrò il progetto di legge di iniziativa popolare per l'applicazione della 194". E' quanto ha annunciato la consigliera regionale lombarda del Pd, Paola Bocci, dopo l'audizione dei promotori (Radicali Italiani e associazione Luca Coscioni) del progetto di legge che si è tenuta oggi in Commissione sanità di Regione Lombardia. "Mi impegnerò per arrivare al più presto a una calendarizzazione del progetto di legge" ha continuato Bocci, sottolineando che "data la delicatezza e l'importanza del tema, che tocca tutte le donne ed è di interesse per tutti gli schieramenti, nel caso in cui il progetto di legge corresse il rischio di non essere calendarizzato e discusso con la dovuta attenzione e magari non approvato, se ritenuto non emendabile, sono disponibile a presentare un progetto di legge con le stesse finalità, condividendolo con le forze di minoranza, per giungere attraverso un lavoro di concertazione all'approvazione dei contenuti del pdl di iniziativa popolare".

"Il progetto di legge mette in luce il preoccupante ritorno alla clandestinità degli aborti e le criticità nella piena applicazione della 194 in Lombardia, come peraltro documentato dall'inchiesta recente che ho promosso insieme al gruppo del Partito democratico su tutto il territorio lombardo e che ha evidenziato problemi sulla tempistiche, un ancora residuale utilizzo della RU486 e una persistente alta percentuale di obiettori di coscienza" ha proseguito la consigliera dem lombarda, aggiungendo che "il pdl è in linea con quanto ho sempre chiesto con convinzione: innanzitutto un investimento maggiore sui consultori e sulla prevenzione, modo più efficace per ridurre il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza, vero obiettivo della legge 194". "Ricordo che con un ordine del giorno, approvato dal Consiglio ma mai concretizzato, abbiamo chiesto di offrire preservativi gratis nei consultori ai ragazzi under 26" ha affermato Bocci, evidenziando che "sempre con l'obiettivo di ridurre le ivg abbiamo avanzato, inoltre, la proposta di offrire contraccezione gratuita alle donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni in disoccupazione o cassa integrazione e alle donne che hanno effettuato un ivg nei 24 mesi successivi alla stessa per evitarne altre".

"Abbiamo infine ottenuto, grazie a una mozione approvata in Consiglio, di togliere l'obbligo del ricovero di 3 giorni per la RU486 - ha concluso la consigliera - un metodo meno invasivo che tutela maggiormente la salute fisica e psichica della donna che però ad oggi, secondo la nostra indagine, non è ancora molto utilizzata e quindi necessiterebbe di una campagna informativa".