Boccia: l'autonomia si deve fare ma deve tenere unito il Paese

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Roma, 13 set. (askanews) - "L'autonomia è scritta nella Costituzione e va applicata come è scritta. La prima cosa da fare è capire quali sono i livelli essenziali delle prestazioni e solo dopo definire un percorso. Ho intenzione di andare di corsa. L'autonomia si deve fare ma deve tenere unito il Paese". Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia (Pd) al Corriere della Sera.

"Se l'autonomia è davvero l'attuazione della sussidiarietà, intesa come modello sociale di riferimento, non solo terremo per mano il Paese ma lo uniremo. Se è intesa come una guerra di alcuni contro altri, è ovvio che non andrà da nessuna parte", afferma Boccia. "Non si può pensare di governare contro il Nord. Ma non si può neanche pensare di fare a meno del Sud. Serve un'amministrazione pubblica che premi i virtuosi e sanzioni gli inefficienti".

E se le regioni settentrionali temono il fondo di perequazione, "i punti di partenza - spiega il neoministro - devono essere garantiti a tutti. La perequazione ci dev'essere. Naturalmente poi decideremo insieme come farla. Ma io vorrei che l'autonomia diventasse un nuovo patto sociale per una lotta senza quartiere alle diseguaglianze, al Nord come al Sud". Per l'esponente dem, "servono investimenti da garantire alle aree in difficoltà, che non sono solo al Sud. Anche se è vero, per esempio, che regioni come Sicilia e Sardegna non hanno quasi neanche le ferrovie, altro che Alta Velocità". VenetoeLombardia chiedono il trasferimento di 23 funzioni? ""Non si può pensare di vincere su tutto. Il tema non è tanto il numero delle funzioni trasferite, ma il come. Così come chiedo a tutti di non impormi le loro idee, così non voglio imporre le mie. Abbiamo il dovere di ascoltarci. E di non farci condizionare da chi non ha interesse a una riforma ma vuole usare il tema come un manganello per fini strumentali".