Boccia: ripensare a canone Rai nell'era digitale

Cro/Ska

Roma, 11 nov. (askanews) - "Serve una riflessione molto seria sulla crisi in atto delle tv locali. Hanno assicurato per quasi cinquant'anni pluralismo nei territori e crescita economica di imprese con dimensioni locali. La stessa crisi vissuta nella raccolta pubblicitaria anche dai quotidiani e in generale da chi investe sull'informazione ma poi trova un mercato condizionato dalla raccolta selvaggia delle multinazionali del web e dagli assetti polverosi del vecchio sistema televisivo. Non penso sia più tollerabile un canone, al tempo della società digitale, interamente assorbito dalla Rai. Non è solo un problema di prodotto ma di prospettive culturali, sociali ed economiche connesse al lavoro straordinario che oggi fanno molti giornalisti e tantissimi giovani che garantiscono la qualità dell'informazione spesso con un lavoro precario a volte anche a cottimo. Tutto questo è intollerabile. Serve aprire un dibattito serio sui meccanismi di raccolta della pubblicità, sui centri media al tempo della società digitale e della destinazione della quota di canone Rai, pagato dai cittadini. Tv locali, in forte crisi, giornali locali e nazionali con approfondimenti territoriali e gli stessi giornali on line con giornalisti professionisti, oggi rischiano di ridimensionare le proprie attività perché non reggono il confronto con un mondo senza regole da un lato e un mondo come quello Rai chiuso a riccio dall'altro ma protetto nella sua conservazione dalla politica più retrograda". Così il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, a Milano a margine di Metamorfosi organizzato da Huffington Post.