Boeing conferma lo stop alla produzione del 737 Max da gennaio

Chicago, 17 dic. (askanews) - La Boeing ha confermato lo stop temporaneo da gennaio 2020 alla produzione del controverso modello 737 Max, bloccato a terra da mesi in seguito agli incidenti del gennaio 2018 della compagnia Lion Air e del marzo 2019 della Ethiopian Airlines, che hanno causato in tutto 346 vittime, entrambi determinati da problemi al software del velivolo.

"Riteniamo che questa sia la decisione meno dannosa, per garantire la produzione sul lungo termine e la tenuta della catena di forniture", ha spiegato la società con un comunicato, dopo che lo stop era stato anticipato da indiscrezioni di stampa.

L'azienda che ha sede a Chicago, ha spiegato che diversi fattori hanno portato a questa scelta, tra cui il trascinarsi fino al 2020 delle procedure di certificazione, ma anche la necessità di procedere alla consegna degli aeromobili in stock, anche se non si sa, al momento, quando la produzione potra essere ripresa.

"Tornare in sicurezza alla produzione del 737 Max è la nostra priorità - ha affermato la Boeing - siamo consapevoli che il processo di approvazione del ritorno in servizio del 737 deve essere straordinariamente approfondito e solido, per assicurare che autorità, compagnie clienti e passeggeri abbiano fiducia negli aggiornamenti".

Una scelta non facile per Boeing considerato che sono 383 i 737 Max rimasti a terra negli stabilimenti di Seattle da marzo 2019, dopo l'incidente della Ethiopian Airlines e almeno 400 quelli costruiti e pronti per la consegna ma bloccati dalle autorità.

La società ha visto calare il proprio utile di 5,6 miliardi di dollari per compensare i clienti e ha previsto ulteriori 3,6 miliardi di dollari di costi per il programma 737 e dopo l'annuncio dello stop alla produzione i titoli Boeing sono ulteriormente affondati.