BoJo a testa bassa. Scuse per la festa in lockdown, per molti non basta

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(Photo: POOL via REUTERS)
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LONDRA. Nell’ora più buia della sua leadership, Boris Johnson è andato sulla difensiva e ha chiesto scusa al Parlamento per avere partecipato a una festa in giardino a Downing Street mentre il resto del paese era in lockdown. Il premier non ha tirato fuori il solito armamentario da battaglia - gag, citazioni e battute taglienti - e invece ha ammesso a testa bassa di avere sbagliato, assumendosi le piene responsabilità dell’accaduto.

Riferendosi alla reazione dell’opinione pubblica, il premier ha detto: “Capisco ciò che provano nei miei confronti e di quelli del governo di cui sono a capo, quando pensano che a Downing Street le regole non vengono rispettate dalle stesse persone che fanno le regole”.

Dopo essersi rifugiato nel silenzio nella giornata di ieri, Boris Johnson si è presentato in Parlamento per il Prime Minister’s Questions, il tradizionale botta e risposta tra il premier e il capo dell’opposizione che, questa settimana, ha preso la forme di un processo in Tribunale. Il leader laburista ed ex procuratore, Keir Starmer, ha recitato il ruolo dell’accusa, incolpando in modo molto teatrale il primo ministro di avere tradito la fiducia degli elettori ed etichettando la sua difesa come “un’offesa all’opinione pubblica”. Boris Johnson, ovvero l’imputato, ha recitato sempre lo stesso copione: si è detto pentito e comprensivo con i cittadini, che chiedono a gran voce le sue dimissioni.

Riferendosi alla vicenda della festa in giardino, il premier ha detto che “ne ho saputo abbastanza per capire che abbiamo sbagliato e me ne assumo la piena responsabilità”. Il leader dei Tory ha ammesso di essersi recato in giardino per venticinque minuti il 20 maggio per ringraziare il suo staff, pensando che l’evento fosse “un incontro di lavoro”, un’affermazione che è stata ridicolizzata dall’opposizione. L’invito diffuso dal segretario del premier Martin Reynolds, e rivelato dall’emittente ITV, chiedeva agli impiegati di Downing Street di portare da bere, non proprio la premessa di una riunione di lavoro. Inoltre, le restrizioni in vigore all’epoca consentivano di incontrare solamente una persona all’aperto mentre l’invito é stato recapitato a cento persone e, secondo le indiscrezioni, circa trenta hanno partecipato. In altre parole, la difesa del premier è quanto mai difficile.

“Boris Johnson ha violato la legge?”. Questa è la domanda che in molti si pongono in Gran Bretagna, e alla quale il premier non ha fornito risposta. Johnson si è rifugiato dietro un’inchiesta condotta dalla funzionaria Sue Gray, che dovrà accertare se la festa in giardino era illegale. Se così fosse, per il premier cresceranno le richieste di dimissioni e, pur avendo mostrato finora una grande resilienza agli scandali, la sua posizione potrebbe diventare insostenibile. Da quando è uscita la notizia dell’invito di Reynolds, l’opposizione ha iniziato a chiedere a gran voce un passo indietro di Johnson trovando, inaspettatamente, una sponda nei banchi dei conservatori.

Il primo ministro è stato abbandonato da molti suoi compagni di partito – alcuni dei quali gli devono l’elezione in Parlamento - che sono stanchi delle rivelazioni delle ultime settimane che hanno danneggiato i conservatori nei sondaggi. “Johnson sta perdendo il sostegno dei Tory”, ha titolato oggi il Telegraph, il quotidiano più vicino al premier, di cui era giornalista. Secondo un sondaggio dell’agenzia SavantaComRes, il 66 per cento degli elettori (di cui il 42 per cento sono conservatori) sono a favore di un passo indietro. Sedici deputati Tory hanno criticato pubblicamente il primo ministro e alcuni, tra cui il leader dei conservatori in Scozia Douglas Ross, ne hanno chiesto le dimissioni qualora venisse accertato che ha violato la legge.

Boris Johnson andrà avanti seguendo il famoso adagio del suo idolo e predecessore Winston Churchill – “continua a dare fastidio!” – e cercando di sterzare il dibattito pubblico verso la situazione pandemica, che è in continuo miglioramento anche grazie all’ottima campagna di booster messa in campo del governo. La speranza è che, col passare del tempo, la gente si dimentichi della festa in giardino.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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