Bolivia, Morales si rifugia in Messico. Esercito in strada

webinfo@adnkronos.com

L'ex presidente boliviano Evo Morales è partito oggi per il Messico su un aereo del governo di Città del Messico inviato a La Paz. Lo ha confermato il ministro degli Esteri del Paese centroamericano Marcelo Ebrard, dopo che lo stesso Morales aveva annunciato su twitter: "Sorelle e fratelli, parto per il Messico. Mi ferisce lasciare il Paese per ragioni politiche, ma sarò sempre vigile. Presto tornerò con più forza ed energia". L'ex presidente ha poi ringraziato il Messico per avergli concesso asilo. 

Intanto, nel Paese, le forze armate boliviane hanno annunciato che effettueranno operazioni congiunte con la polizia per contenere la violenza scatenata in diverse parti del paese in seguito alle dimissioni di Morales. "Il comando militare ha deciso che saranno condotte operazioni congiunte con la polizia per evitare spargimenti di sangue e lutti", ha dichiarato il comandante dell'esercito William Kaliman in messaggio televisivo. Il capo dell'esercito ha invitato le sue truppe a usare "la forza appropriata contro le azioni dei gruppi vandalici che diffondono terrore nella popolazione" e ha annunciato che i militari si sarebbero dispiegati nelle strade "ricordando alla popolazione che le forze armate non spareranno mai contro di essa".  

L'annuncio di William Kaliman fa seguito a una richiesta del capo della polizia di La Paz, che ha chiesto alle forze armate boliviane di intervenire per fermare la violenza causata nella capitale dai sostenitori di Evo Morales. "Ho chiesto al comandante in capo delle forze armate, il generale William Kaliman, di intervenire, perché la polizia boliviana non è preparata", ha detto il colonnello José Barrenechea. 

E salgono a tredici gli esponenti del governo che hanno deciso di rinunciare al mandato dopo la scelta del presidente di lasciare nel pieno della crisi politica e delle proteste successive alle elezioni presidenziali del 20 ottobre scorso. A rassegnare le dimissioni, oggi è stato il ministro della Difesa della Bolivia, Javier Zavaleta. "Rinuncio all'incarico di ministro della Difesa chiarendo alla Bolivia e al mondo - ha dichiarato in un video - che la nostra volontà, quella del comandante generale delle forze armate e di questo ministro è sempre stata quella di preservare il ruolo istituzionale delle forze armate al servizio della popolazione". "Mai - ha proseguito - abbiamo dato ordine ai nostri soldati di impugnare un'arma contro il popolo e mai lo daremo. Lo stato che abbiamo costruito è una Bolivia in cui un militare incarna la difesa a fianco del popolo e mai contro di esso".  

La rinuncia di Zavaleta segue quelle dei colleghi dell'Istruzione Roberto Aguilar, dell'Economía, Luis Arce, della Giustizia, Héctor Arce, degli Idrocarburi, Luis Alberto Sánchez, delle risorse minerarie, César Navarro, del Lavoro, Milton Gómes, delle Opere Pubbliche, Óscar Coca, dello sviluppo, Nélida Sifuentes, della Pianificazione, Mariana Prado, della Cultura e Turismo, Wilma Alanoca, dell'Ambiente, Carlos Ortuño e dello Sport (Tito Montano).