A Bollate dove i commercianti vogliono "un vero lockdown" contro la variante

Manuela D'Alessandro
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AGI  I bambini srotolano le stelle filanti esibendo i loro abiti da principesse e da eroi nella piazza centrale 'Nando Dalla Chiesa' di Bollate. Mancano un paio d'ore alle 18, il principio della zona rossa in una della 4 cittadine lombarde assalite dalla variante inglese e questo è l'inizio e la fine del loro carnevale.
“Li vede i porfidi della piazza? - domanda Filippo, titolare della piadineria che vi si affaccia - Quando è carnevale non se ne vede manco uno tanto è affollata. Certo, gli assembramenti sarebbero stati vietati,  ma per noi questi giorni di festa sarebbero stati un momento di respiro in un anno maledetto”.

"Bisogna fare come un anno fa a Codogno"

Eppure, Filippo compreso, quasi tutti i commercianti interpellati dall'AGI più che lamentarsi della nuova chiusura  chiedono un “vero lockdown, come a marzo, come quello della Merkel”.

“Se deve essere zona rossa come quella di tre settimane fa - ragiona Filippo - a pagare sono solo i commercianti e non si risolve nulla. Bisogna farla perbene come a Codogno, col divieto di entrare e uscire”.  “Siamo disposti a fare dei sacrifici per un periodo limitato che servano a risolvere una volta per tutte il problema - dicono i proprietari dell'ottico poco distante -. Durante l'ultima chiusura eravamo come sempre aperti, perché noi ottici possiamo, ma non ci siamo accorti di essere in zona rossa. Qui davanti, come ora, i ragazzini giocano a pallone, spesso senza mascherina, e poi vede adesso, manca poco alle 18, ma è festa grande. La colpa non è certo dei piccoli ma dei genitori e delle forze dell'ordine che non intervengono mai”. 
Così ragiona anche la titolare della profumeria poco più avanti: “Chiudiamo tutto, che senso ha questa cosa a metà? Tanto un sacco di gente che lavora o va a scuola continua ad andare a Milano”.

E' arrabbiata invece la donna che gestisce un negozio di articoli per bambini: “Noi apparteniamo a una categoria che non chiude comunque ma poi c'è meno gente in giro e ci perdiamo. Abbiamo perso 150mila euro in un anno, la situazione è drammatica. Bastava chiudere le scuole per far fronte a questi contagi”.

Per il sindaco "ci vorrà più di una settimana"

In piazza, due anziani si dividono: uno invoca la chiusura totale, l'altro pensa alle difficoltà dei commercianti e si chiede “come mai il presidente Fontana si era battuto per far tornare gialla la Regione e ora mette noi in zona rossa”.

Una donna prova a scherzarci: “E' la terza volta che rinviamo il battesimo di mia nipote, tra un po' si sposa”. 
Programmi non le conviene farli perché il sindaco Francesco Vassallo annuncia che si andrà oltre la settimana. "Parlo per esperienza personale, non sulla base dei dati, ma credo che ci vorrà più di una settimana di zona rossa per tornare a una situazione più tranquilla".

I numeri del cluster scolastico stanno crescendo. "Ai primi 59 infettati lo screening, ancora in corso, ne ha aggiunti altri 11, quindi siamo a quota 70. Da qualche documento che però io non ho ancora visto sembrerebbe che siamo arrivati a 94 con link esterni al territorio- Siamo in attesa dei dati che ci dicano quanti sono casi di variante inglese". (AGI)