Bollette, se hai più di 45 anni paghi di più: ecco perché

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Spesso si sente parlare di "digital divide generazionale". Ma di cosa si tratta? È semplicemente il divario tecnologico tra generazioni, quella "frattura" nelle abitudini che separa coloro che sono nati nel mondo analogico dai nativi digitali. Una spaccatura che però può avere un impatto non solo a livello di immagine e reputazione sui social, ma anche economico. Sì, perché secondo una recente ricerca, gli over 45 che non simpatizzano o non sono per nulla avvezzi all'uso di app e "diavolerie tecnologiche" vedono lievitare i costi in bolletta. 

Come spiega al Corriere della Sera Marco Tricarico, CEO e co-founder di Switcho (la piattaforma italiana che aiuta gli utenti a ottimizzare e gestire le spese ricorrenti e che ha condotto un'analisi approfondita sul tema), "la scarsa digitalizzazione costa agli over 45 circa il 30% in più sulle utenze domestiche rispetto ai propri figli".

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Switcho ha analizzato oltre 30mila bollette, evidenziando appunto come, a parità di consumi, diventino via via più salate all’aumentare dell’età anagrafica. Come si spiega tutto ciò? "La motivazione è molto semplice: gli over 45 cambiano fornitore meno spesso dei propri figli, e quando lo fanno utilizzano tendenzialmente i canali offline tradizionali (al telefono o in persona) che sono i più costosi - spiega Tricarico - Le vecchie generazioni sono in un certo senso più fedeli, meno propense al cambiamento; rimangono con lo stesso fornitore, e quindi con la stessa tariffa, per diversi anni. Un’inerzia che, però, provoca un mancato risparmio: abbiamo stimato che sulle bollette degli over 45 si possono risparmiare, in media, oltre 201 euro l’anno, aderendo alle migliori offerte degli ultimi 12 mesi".

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