Bologna, 16enne uccisa: coetaneo dovrà rispondere di omicidio premeditato

·3 minuto per la lettura

Per l'omicidio di Chiara Gualzetti, la16enne uccisa in provincia di Bologna, non ci sono elementi per poter ipotizzare la presenza di complici. Al contrario, la confessione del giovane fermato per l’omicidio dell’amica uccisa a coltellate "è congrua" con quanto accaduto domenica mattina quando la ragazza si è allontanata da casa e non è più tornata. Lo apprende l’Adnkronos. "Lui si addossa l’intera responsabilità e quello che dice è congruo", spiega un inquirente. Il 16enne deve ora rispondere di omicidio premeditato, apprende ancora l’Adnkronos. Premeditato perché il minore ha portato all’appuntamento il coltello con cui ha colpito più volte la vittima, sua coetanea. "L’arma, ripulita, è stata sequestrata a casa del fermato", fa sapere un inquirente. Sarebbe stato il ragazzo a consegnarla sostenendo di aver usato un normale coltello per uccidere l’amica. "Oggi chiederemo la convalida al gip e la custodia cautelare", si apprende da fonti della procura dei minori di Bologna. Sul corpo della 16enne è stata disposta l’autopsia.

Chiara Gualzetti "è stata uccisa nel luogo dove è stata trovata", un posto vicino a un boschetto non lontano da casa. L’omicidio è "avvenuto subito dopo la scomparsa" avvenuta domenica mattina, quando la ragazza era uscita di casa per incontrare il coetaneo- "16 anni appena compiuti" - fermato per omicidio premeditato.

"Gravi indizi di colpevolezza e pericolo di fuga" i motivi indicati nel fermo del 16enne, apprende l’Adnkronos. Nel fermo sono indicati gli elementi contro il giovane: oltre alla sua confessione, c’è una chat cancellata su Instagram e lui è stato l’ultimo con cui la vittima aveva un appuntamento.

Proprio la chat cancellata su Instagram "ha fatto scattare il campanello d’allarme" e di fronte alle contestazioni sempre più insistenti rivolte al 16enne è crollato e davanti al magistrato e ai carabinieri ha confessato l’omicidio dell’amica, spiegano all’Adnkronos. Il minore che conosceva da tempo la vittima non ha saputo spiegare con chiarezza il movente. "Dobbiamo capire cosa ha fatto e perché lo ha fatto, ma non voglio entrare nel merito del suo interrogatorio. Oggi pomeriggio lo incontrerò". E' di poche parole l’avvocato Tanja Fonzari, difensore del 16enne, portato in un centro di giustizia minorile.

Il ragazzo non ha precedenti, è una persona sconosciuta alla procura per i Minorenni, apprende l’Adnkronos. Figlio di genitori separati, non abita molto lontano dalla vittima. "La madre, ignara di tutto, è distrutta", spiega una fonte. Lo scambio tra i due amici avveniva anche via social, come dimostrano le numerose chat ora al vaglio - insieme ai cellulari dei due minorenni - della procura minorile di Bologna.

"Diceva che voleva morire, lei era infatuata di me ma a me non piaceva". Queste le parole uscite dalla bocca del 16enne fermato. Frammenti di un racconto confuso: "Durante il lungo interrogatorio ha detto che lui era a conoscenza delle frasi pronunciate da lei come ‘voglio morire’ - affermazione non si sa quanto reale o pronunciata per attirare l’attenzione - così come ha affermato che Chiara era infatuata di lui, elemento confermato da alcuni amici", spiegano in procura. Al momento "il movente è al vaglio, non è chiaro".

(dall'inviata Antonietta Ferrante)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli