Il Pd riparte dal dibattito, ma "dimentica" il Governo

Giuseppe Alberto Falci
Pd

Alle 13 e 30 quando il tavolo sull’ambiente sta per finire ed Edo Ronchi, ministro dei governi Prodi e D’Alema e già  subcommissario dell’Ilva, sta completando il suo intervento, una signora sconsolata allarga le braccia: “Dell’Ilva non si è parlato. Ma si può?”. E perché? “Perché non avevano tempo, hanno risposto i relatori...”. Pochi metri più in là c’è Silvia Rigo, giovanissima democratica natia di Vicenza, ma residente in Trentino. Silvia è stata l’unica ad alzare il dito quando si è aperto il dibattito e a domandare dell’acciaieria di Taranto: “C’è una bella distinzione tra l’ambientalismo di chi si può permettere di comprare i prodotti biologici e e chi invece vive ogni santo giorno la carenza di ambientalismo, come a Taranto. Ma ci rendiamo conto che ancora non è stata trovata una soluzione? Con quale coraggio parliamo di ambientalismo?”. Alessandro, avvocato 40 enne di Milano, va oltre: “Facendo un giro fra i tavoli sembriamo una forza di opposizione”.  

Ecco, il grande assente di questa mobilitazione democratica a Bologna - una tre giorni di incontri con al centro le idee per il futuro del Nazareno - è proprio il governo e le questioni che lo attanagliano: l’llva, la manovra, gli scontri quotidiani con i 5 stelle. Non a caso quando qualcuno sussurra la parola “governo”, un attimo dopo si ritrae. “No, no, questa non è la sede opportuna, qui si discute del futuro del partito”. Se ne è accorto il diciottenne Filippo, che frequenta l’ultimo anno del Liceo Scientifico di Padova, e che sogna da grande di fare il giornalista di inchiesta. Qualche giorno fa Filippo non solo ha deciso di iscriversi al Partito democratico, ma ha preteso di essere presente a “Tutta un’altra storia”, la kermesse organizzata da Gianni Cuperlo, che sarà il primo ricordo da militante. “Si cresce ascoltando questi dibattiti. È bello, emozionante, peccato che non ci sia spazio per il confronto, troppi relatori, e...

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