Bologna, il ragazzo del Pilastro: sono italiano e gioco a calcio

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Roma, 22 gen. (askanews) - "Lei spaccia?" Dopo la citofonata di Matteo Salvini il ragazzo del quartiere Pilastro di Bologna si è rivolto ad un avvocato Cathy la Torre, che sul suo profilo Facebook pubblica un lungo post e un'intervista a Iaia, il 17enne chiamato in causa dal senatore durante il suo tour a Bologna, e protagonista suo malgrado di un video che ancora campeggia sul profilo Fb del leader leghista.

"Il ragazzo di spalle - spiega l'avvocato presentando il video - è Yassin. Nascondo il suo volto perché è un minorenne, ha solo 17 anni. Posso dire il suo nome perché qualcun altro, ieri sera, in diretta sulla sua pagina, seguita da milioni di persone e ripreso da tutti gli organi di informazione, lo ha detto a microfoni unificati. Nome, Cognome, persino il Cognome della madre e il piano dove vive.... Lo ha detto citofonando a casa sua e chiedendo 'Lei è uno spacciatore?'".

"Così. Perché - spiega la Torre - una signora glielo ha detto. E lui, a favor di telecamera, non ha perso l'occasione per gettare un altro po' di odio contro gli stranieri. Perché questo è il punto: far passare lo straniero, in questo caso un 'tunisino', per uno spacciatore. Già. Ma Yassin, che tutti chiamano Iaia, non è un tunisino".

Infatti, l'avvocato ricorda che "è italiano, figlio di un matrimonio misto, che mi vergogno pure a doverlo dire che si, si è pure figli di matrimoni misti! Iaia nella vita gioca a calcio e lo fa pure discretamente bene tanto da essere stato convocato 3 volte dalla nazionale giovanile a Coverciano, e aver giocato nel Sassuolo, nel Modena e no: non spaccia. Non ha precedenti penali, di nessun tipo. Zero. Nada. Niente. Vuole solo vivere la sua vita, giocare a calcio, studiare per ottenere la stessa patente del padre (che è un autista della Bartolini) e fare lo stesso lavoro". (Segue)