Bolzano, FdI: in atto pulizia linguistica antitaliana

Gci

Bolzano, 13 ott. (askanews) - "Esprimo un profondo sconcerto per la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l'espressione 'altoatesino' e 'Alto Adige' dalla Legge definita 'Europea'. Perché non va bene? Perché Alto Adige è dizione imputata di 'fascismo' dai secessionisti di Süd-Tiroler Freiheit. La proposta è di Myriam Atz Tammerle, ma approvata con leggerezza e scarso buon gusto anche dalla Volkspartei". Così in una nota Alessandro Urzì, consigliere provinciale dell'Alto Adige nel cuore - Fratelli d'Italia e coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni.   "L'espressione "altoatesino" è stata sostituita con quella "della provincia di Bolzano" con la "p" volutamente minuscola a sottolineare l'abito territoriale e Alto Adige con "provincia di Bolzano". Un gesto chiaramente simbolico che azzera un elemento simbolo di identità della Comunità italiana in ci si riconosce e che si poteva e doveva evitare. La si potrebbe definire una epurazione linguistica, che offende gli italiani che si sentono, a buon diritto, orgogliosamente anche altoatesini", osserva Urzì. È come dire oggi che non ne siano una componente fondamentale.

"E' la costituzione italiana a sancire il nome Alto Adige, come indicativo di un'area a sovranità nazionale con non può essere in alcun modo cancellata e oscurata da tentativi di pulizia linguistica che sono il preludio a richieste di maggiore autonomia nel senso di totale autoreferenzialità etnica (gli Italiani in Alto Adige sono minoranza) o peggio secessione. Per questo motivo invito il governo nazionale ad intervenire e mi auguro che tutti i partiti italiani che in consiglio provinciale di Bolzano si sono espressi in modo contrario, prendano una posizione netta come quella di Fratelli d'Italia in difesa della sovranità nazionale e della comunità italiana che si sente altoatesina e vuole continuare a sentirsi parte della comunità nazionale", conclude il coordinatore regionale di Fdi.