A Bolzano tecnologie avanzate per svelare misteri dell'antichità

Red/Cro/Bla

Roma, 9 set. (askanews) - Sono passati 500 anni da quando era in vita, eppure la treccia di capelli castani che le incornicia il viso non si è mossa di un millimetro. La piccola mummia sudamericana è a Bolzano nei nuovi laboratori dell'Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research. Come tutti i resti umani antichi, custodisce un patrimonio immenso di conoscenza e di segreti che solo la ricerca scientifica potrà svelare. Grazie a tecnologie sempre più avanzate, gli studiosi possono identificare per esempio la presenza di malattie risalenti all'età della pietra e presenti ancora oggi. In questi casi lo studio delle mummie contribuisce in modo rilevante anche ai progressi della medicina moderna.

L'Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research con il suo know how multidisciplinare è tra i più importanti centri al mondo dedicati alla ricerca sui resti umani. Dalla progettazione di metodi di conservazione alla classica antropologia fisica e alle innovative tecnologie di analisi biomolecolari, le competenze dei ricercatori si sono arricchite nel tempo anche grazie agli studi sulla mummia più famosa al mondo. L'Istituto bolzanino è infatti responsabile scientifico della ricerca su Otzi. Da oggi gli esperti dell'Istituto altoatesino possono contare su quattro nuovi laboratori al NOI Techpark.