Bomba atomica Hiroshima: la storia dell’attacco nucleare

Bomba atomica Hiroshima

La Seconda Guerra Mondiale ha scritto pagine di storia drammatiche che hanno lasciato una ferita difficilmente rimarginabile nella coscienza dell’uomo, tra queste il lancio della bomba atomica su Hiroshima, avvenuto il 6 agosto del 1945.

L’intervento del Giappone in guerra

Il ruolo del Giappone nel secondo conflitto mondiale ha inizio nel 1931 quando invade la cinese Manciuria, assecondando la sua smania espansionistica: ne scaturì qualche anno dopo una sanguinosa guerra che portò alla presa di Nanchino. L’entrata in guerra del Giappone, affianco all’Asse Roma-Berlino, è segnato dall’attacco il 7 dicembre del 1941 della base navale statunitense di Pearl Harbour, nelle Hawaii, senza che prima ci fosse stata una dichiarazione di guerra ufficiale. Questo fu uno dei tanti eventi che portarono il Giappone ad entrare nella Seconda Guerra Mondiale.

La reazione americana non si fece attendere: furono almeno 67 le città rase al suolo attraverso bombardamenti strategici. Ma mai il Giappone diede segni di resa, anzi reagì duramente soprattutto attraverso i kamikaze, piloti votati al martirio che si suicidavano dirottando i loro aerei sulle portaerei nemiche, carichi di esplosivi.

Gli Stati Uniti d’America valutarono allora un attacco via terra, tuttavia mai portato a termine per l’ulteriore spargimento di sangue che avrebbe comportato. Fu anche proposto al Giappone, attraverso la Dichiarazione di Potsdam del 26 luglio del 1945, di arrendersi, pena la più totale devastazione: il paese nipponico rifiutò perché la figura dell’impertaore Hirohito non era sufficientemente tutelata.
Si arrivò dunque alla decisione più terribile, ovvero il lancio della bomba atomica.

Bomba atomica di Hiroshima: la storia

Tutto inizia nel 1939 quando il presidente Roosevelt, ricordato per lo scandalo di Watergate, ricevette da Aklbert Einstei l’invito a finanziare e rimpinguare le riserve di uranio, in quanto alcuni fisici e studiosi, tra cui l’italiano Enrico Fermi, stavano facendo passi da gigante nella realizzazione di una nuova e potente arma atomica. Da quel momento in poi nacque il Progetto Manhattan: il primo collaudo fu fatto nel deserto del New Mexico neanche un mese prima dell’attacco a Hiroshima. Il presidente Truman, prima di prendere questa decisione, così importante e definitiva, ascoltò il parere della Commissione Interim Committe: tutti propendevano per un immediato lancio della bomba atomica, assicurandosi l’effetto sorpresa.

Dietro la decisione statunitense c’era certamente la voglia di eliminare un nemico fiero e resistente, ma soprattutto quello di dare una prova di forza all’Unione Sovietica. Erano limpidi i cieli di Hiroshima il 6 agosto del 1945 e le sirene risuonarono al passaggio di semplici aerei meteorologici utilizzati dagli USA come diversivo. Proprio quando tutto si calmò e la vita in città riprese i suoi ritmi, decollò il bombardiere B-29 pilotato dal colonnello Tibbets e chiamato da questo Enola Gay, in onore di sua madre. A bordo vi era Littkle Boy, una bomba atomica non particolarmente grande ma devastante a causa del suo nocciolo di uranio fissionabile.

Bomba atomica di Hiroshima: il lancio

Erano le 8:15 quando la bomba fu sganciata tra l’orrore e l’entusiasmo degli ufficiali a Bordo, travolti peraltro da un onda d’urto impressionante: il calore che si sprigionò nei primi attimi era dieci volte quello solare e, nell’immediatezza, furono incenerite almeno 70.000 persone, soprattutto civili. Un’area di più di 11 km² fu rasa al suolo e il 67% degli edifici furono distrutti. Non furono molto fortunati coloro che riuscirono a sopravvivere a questa follia: chi infatti non perì subito, ovvero gli hibakusha, trascinarono la loro esistenza tra indicibili dolori a causa delle bruciature oppure si ammalarono di cancro a causa delle radiazioni.

I bambini che nacquero in seguito erano spesso afflitti da gravi malformazioni alla stregua dei bambini di Chernobyl. La cosa si ripeterà il 9 agosto a Nagasaki: il 15 agosto il Giappone consegnò la propria resa, con la garanzia che l’imperatore mantenesse la sua carica. Con questi eventi finisce la Seconda guerra Mondiale. Da allora la politica internazionale cambiò per sempre e ci fu una vera e propria corsa agli armamenti nucleari: basti pensare che se le attuali 17.000 testate nucleari oggi esistenti scoppiassero contemporaneamente, l’asse terrestre si sposterebbe di ben 6 mm.