Bomba nel Milanese: in appello sconto di pena per Manno e cugino

Fcz

Milano, 14 nov. (askanews) - Sconto di pena per Roberto Manno nel processo d'appello sulla bomba scoppiata nell'ottobre 2017 a Pioltello, comune dell'hinterland milanese a Est del capoluogo lombardo, davanti alla palazzina dove viveva un operaio ecuadoriano che aveva contratto un prestito a tassi di usura senza riuscire a saldare il suo debito. In primo grado il 26enne, figlio del presunto boss della "locale" di 'ndrangheta Francesco Manno, era stato condannato a 9 anni e 6 mesi di carcere (al netto dello sconto di un terzo della pena previsto per la scelta del rito abbreviato) per tentata estorsione, estorsione e usura aggravata dal metodo mafioso. I giudici della Terza Corte d'Appello di Milano hanno concesso all'uomo, difeso dagli avvocati Ivano Chiesa e Mirko Perlino, le attenuanti generiche equivalente alle aggravanti riducendo la pena a 7 anni e 6 mesi con il pagamento di una sanzione pecuniaria da 14 mila euro. Stesso discorso per il cugino Manuel Manno, imputato per estorsione e usura aggravate dal metodo mafioso e difeso dagli avvocati Mirko Perlino e Amedeo Rizza: gli è stata riconosciuta l'attenuante per il risarcimento del danno equivalente all'aggravante ed è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere contro i 6 anni e 4 mesi del primo grado di giudizio.

Condanne confermate, invece, per gli altri quattro imputati: vale a dire 5 anni e 2 mesi per Maurizio Schiraldi, 3 anni e 2 mesi Francesco Pentassuglia, 2 anni e 6 mesi di carcere per Mario Signorelli e a 1 anno e 6 mesi di carcere per Mihaita Radu. La motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.