Bombe sul porto di Odessa poche ore dopo l'accordo sul grano

A poche ore dalla firma dell'accordo tra Kiev e Mosca per consentire le esportazioni del grano ucraino i russi hanno bombardato il porto commerciale di Odessa, uno dei tre da cui dovrebbero partire i carichi di cereali.

Lo denuncia Kiev, ci sarebbero anche delle vittime e risuonano come parole di Cassandra quelle degli analisti che reputano debole l'intesa come Nikolai Petrov, senior research fellow, Russia and Eurasia Programme alla Chatham House che reputa "l'accordo in generale molto fragile", parla di un patto che "può rompersi in qualsiasi momento per diverse ragioni, o la Russia può fermarlo usando dei pretesti. La Russia - aggiunge - chiedeva la revoca o l'ammorbidimento di alcune sanzioni. Finora non conosciamo i dettagli esatti di questo accordo, ma è comprensibile che la leadership russa non sia interessata a permettere che questo problema si sgonfi senza ottenere qualcosa di serio in cambio".

L'intesa che le parti hanno firmato a Istanbul questo venerdì separatamente, evitando strette di mano, è indispensabile per svuotare i silos e fare spazio al nuovo raccolto di questi giorni. Almeno 20 milioni di tonnellate di grano ucraino, secondo Kiev, sono pronte a partire nei prossimi 4 mesi.

Zelensky: "L'accordo? Una dimostrazione che l'Ucraina può resistere"

"Questa è un'altra dimostrazione che l'Ucraina può resistere in questa guerra. La cosa più importante è che il nostro Paese controlli tutto ciò che si trova nelle acque territoriali dell'Ucraina. È chiaro a tutti che ci possono essere provocazioni da parte della Russia e tentativi di screditare gli sforzi ucraini e internazionali, ma ora abbiamo fiducia nelle Nazioni Unite, è loro responsabilità e dei nostri partner internazionali garantire il rispetto degli accordi", ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

L'Ucraina si prende gran parte del merito, ma non si fida della Russia e chiede all'ONU di garantire su un patto che Mosca ha siglato anche per disinnescare accuse e polemiche. Sergei Lavrov, il ministro degli Esteri russo ha infatti prontamente dichiarato che "La firma del memorandum ONU-Russia evidenzia ancora una volta la natura artificiale dei tentativi occidentali di scaricare sulla Russia la responsabilità dei problemi del mercato mondiale del grano".

I prezzi del grano hanno già iniziato a scendere gli effetti potrebbero vedersi già tra pochi giorni, l'obiettivo è scongiurare la fame in molti Paesi africani.

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