Bon ton di Natale (e non solo) per genitori e parenti non vaccinati

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Illustration of a person with protective mask with negative and positive emotions coming out in bubbles and ''stress'' text (Photo: Dusan Stankovic via Getty Images)
Illustration of a person with protective mask with negative and positive emotions coming out in bubbles and ''stress'' text (Photo: Dusan Stankovic via Getty Images)

Bon ton da Covid. Ormai in piena quarta ondata e con i casi di variante Omicron che iniziano a diffondersi nel mondo, mettere in pratica le buone norme per mantenere la sicurezza per noi stessi e per le persone che ci circondano è imprescindibile. Tra parenti, amici, conoscenti, bambini e genitori a scuola.

Con la pandemia è nato un vero e proprio “nuovo galateo”dei rapporti tra le persone, in cui ci sono cose che tutti noi siamo chiamati a fare. Oltre all’uso della mascherina, alla distanza, alla corretta igiene delle mani e a evitare assembramenti, la regola regina, da un anno a questa parte, è la vaccinazione. Ma che fare quando la persona con cui ci rapportiamo - magari mamma o papà dell’amichetto di giochi di nostro figlio - non è vaccinata?

Ovviamente vige la libertà di scelta ma, proverbialmente, “la tua libertà finisce dove inizia la mia”. A tale proposito, abbiamo raccontato casi di mamme e papà che hanno nascosto il loro stato di non vaccinati di fronte ad altri genitori.

“Rispetto la tua libertà ma tu rispetta la mia”

Elisa e Giulia hanno quattro anni vanno all’asilo insieme, ogni volta ritrovarsi fuori da scuola per giocare è una festa. “Il giorno prima dell’ultimo appuntamento di giochi - racconta Silvia, la mamma di Elisa ad Huffpost - ho invitato anche Claudio, un altro amichetto. Parlando con la madre valuto l’eventualità di un pranzo fuori, ma lei lo esclude perché i genitori di Giulia sono senza Green Pass”. “Ma come?”, si chiede la padrona di casa, “ho invitato la figlia, non sono vaccinati e non mi dicono nulla?”.

E così, a meno di tre settimane dalle Feste, una mamma ignara invita un’amichetta della figlia dando per scontato che i genitori siano vaccinati, e loro accettano omettendo l’informazione. “Non sono andata allo scontro, ma con una scusa ho preferito vederli all’aria aperta. Io rispetto la scelta di non vaccinarsi, anche se non la condivido. Ma vorrei essere rispettata allo stesso modo. Credo nella scienza, credo nei vaccini. Se non sei della stessa idea, dimmi la verità e dammi la possibilità di scegliere di non frequentarti in luoghi chiusi”.

La mamma di Giulia non è sola. “Mio ha figlio ha 10 anni, gioca a rugby, si allena tre volte a settimana. In questi mesi ha stretto amicizia con un ragazzino della sua età, nostro vicino di casa che spesso riaccompagniamo quando i suoi non possono. Io e mia moglie abbiamo creato un bel rapporto con tutta la famiglia, scambiandoci reciproci inviti a cena. Accidentalmente, parlando con altri genitori durante gli allenamenti, ho scoperto che la mamma il papà dell’amico di mio figlio sono No Vax e che ovviamente non hanno intenzione di vaccinare il loro bambino”, ci racconta Giorgio, infermiere professionista. “La cosa mi ha stupito: anche per via del lavoro che faccio, spesso ci eravamo trovati a parlare del tema, ma la coppia aveva sempre glissato senza fare alcun cenno alla loro scelta. So cos’è il Covid e i rischi che si corrono: è anche per causa degli adulti che non si immunizzano che, appena sarà possibile, vaccinerò i miei bambini”, conclude.

Nell’ambito del bon ton tra vaccinati e non vaccinati, anche le mascherine sono un mezzo da non sottovalutare: “Nei luoghi chiusi, o all’aperto quando c’è assembramento, la mascherina è un salvavita. Anche ai no vax dico: portate almeno la mascherina. Rispetto all’anno scorso, se siamo bravi, potrà essere un Natale quasi normale”, ha detto Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di emergenza, anestesia e rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, intervistato dal Corriere della Sera.

“In Italia c’è una grossa percentuale di persone che soffrono di fobie, ansia, nevrosi. La paura del vaccino diventa irrazionale, qualsiasi argomento non fa breccia. La paura del vaccino diventa una fobia e siamo nel campo di una patologia. Se una persona ha paura, bisogna recuperarla in qualche modo: si deve mettere la mascherina Ffp2 tutti i giorni, non possiamo obbligarla” in assenza di una legge, aveva sottolineato qualche mese fa anche Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova.

Non solo bon ton tra genitori. Il problema Natale

Con l’arrivo del Natale 2021 il problema No Vax si declinerà anche sul fronte cenone. Dopo le raccomandazioni alla prudenza di medici ed esperti, la scelta sarà tra l’esecuzione di un tampone pre-cena con particolare attenzione all’areazione degli ambienti domestici e la più drastica decisione di non vedere parenti e conoscenti non vaccinati. “Se io faccio pranzi o cene natalizie con parenti anziani preferisco che non ci siano non vaccinati. I bambini? Ai miei nipotini consiglio di non abbracciare i nonni, poi dipende dalla sensibilità di ciascuno di noi. L’idea che un gesto di affetto possa trasformarsi nell’infettare un anziano, che sappiamo quanto è a rischio, io preferisco non farlo”. A dirlo è l’immunologo e membro del Cts Sergio Abrignani.

“Il dipartimento della Salute della Nuova Zelanda - segnala il Sunday Times - la scorsa settimana ha annunciato che le persone che ospitano una festa privata devono controllare lo stato di vaccinazione dei loro ospiti tramite il My Vaccine Pass o rischiano una multa di 12 mila dollari e una condanna penale. Il che aggira l’imbarazzante messaggio via chat ‘non sei invitato’”.

Molte famiglie si stanno già ritrovando a dover gestire situazioni complesse. Olivia, 23enne di Manchester, racconta la sua storia al Guardian: “Mia madre ha 60 anni ed è stata anti-vaccinista per tutta la vita. Io non ho ricevuto alcun vaccino fino a quando non sono diventata adulta. I miei genitori sono divorziati e ho tre fratelli. Le mie sorelle non sono vaccinate, ma mio fratello e mio padre lo sono, come me”.

Olivia spiega che sua madre è preoccupata di incontrare i figli vaccinati: ”È convinta che potrebbero ‘spargerle’ tracce di vaccino addosso. E mio padre, che ha 59 anni, non vuole ospitare i suoi figli non vaccinati in casa: preferisce che ci scambiamo regali all’aperto e che prima facciamo tutti un test molecolare”.

“Alla fine abbiamo deciso che le mie due sorelle non vaccinate io e trascorreremo il Natale insieme. Mio fratello vaccinato lo passerà con i suoi figli, ma verrà a trovarci. Ha avuto il Covid, quindi si sente invincibile. Faremo tutti un test prima di incontrarci e nessuno di noi ha malattie preesistenti”. “Da un lato, non trascorrere il Natale con i miei genitori mi eviterà opprimenti discussioni sul vaccino e sul Covid, ma allo stesso tempo penso che sia un peccato. Sia mio padre che mia madre sono arrabbiati. In particolare lui ci vorrebbe tutti vaccinati e riuniti per la cena di Natale”, conclude la giovane.

Il Natale, insomma, somiglia già a un puzzle di cui trovare il giusto incastro.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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