##Bonaccini-Borgonzoni, in Emilia sfida "rischiatutto" Pd-Salvini

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Bologna, 25 gen. (askanews) - Dall'inizio gli occhi sono rimasti puntati sul "rischiatutto" del Partito democratico e sulla tenuta del governo giallo-rosso. Questa visione strabica ha accompagnato tutta la campagna elettorale per le elezioni in Emilia-Romagna. Ma il 26 gennaio il vero "rischiatutto" è di Matteo Salvini che ha oscurato la candidata della Lega e del centrodestra, ha cancellato tutti gli impegni a Roma e ha usato le sue carte "social" per tentare di portare a casa quello che lui stesso ha definito "il colpo del secolo": battere la sinistra in una delle terre più "rosse" in assoluto. La cosa imprevista che ha spiazzato il Capitano è stata l'arrivo delle Sardine che, a poche settimane dal voto, gli hanno rubato le piazze in ogni città in cui metteva piede. Salvini ha dovuto ripiegare sui bar (per la colazione del mattino), i selfie e gli incontri negli angoli dei mercati rionali che il suo staff ha puntualmente fatto rimbalzare sui canali social e le tv (anche quelle straniere) che non l'hanno abbandonato per intere settimane.

Questa è stata la campagna elettorale in Emilia-Romagna che vedrà competere sette candidati alla presidenza della Regione: oltre a Stefano Bonaccini (che si è presentato col sostegno di Partito Democratico, Europa Verde, +Europa, Volt, Emilia Romagna Coraggiosa, e della lista Bonaccini Presidente) e Lucia Borgonzoni (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Cambiamo-Il Popolo della Famiglia, Borgonzoni Presidente, Giovani per l'Ambiente), si sono presentati Simone Benini (individuato dal Movimento 5 Stelle attraverso il voto sulla piattaforma Rousseau), Stefano Battaglia del Movimento 3V, Laura Bergamini del Partito Comunista, Marta Collot di Potere al Popolo e Stefano Lugli di L'Altra Emilia-Romagna.

Tutto sul web "La mia avversaria è scappata da tutti i confronti: non abbiamo potuto farli sulle tv nazionali, su quelle regionali e sono stati pochissimi quelli in luoghi pubblici - ha lamentato Bonaccini -. Negli ultimi giorni, forse perdendo un po' la testa, ha provato a gettare fango su di me" in merito a un esposto fatto dal sindaco di Jolanda di Savoia, nel ferrarese, Paolo Pezzolato, "ma non sanno che se c'è una cosa per la quale io non ho paura di niente e di nessuno è la mia onestà e la mia moralità. Ma chi ha tolto 49 milioni di euro agli italiani è abituato a certi tentativi". Il confronto quindi è stato possibile solo a suon di slogn sul web.

Bonaccini - governatore uscente, già assessore e segretario dei Ds a Modena e del Pd regionale - ha provato a rimanere sui contenuti e sulle proposte da realizzare durante un secondo mandato in viale Aldo Moro: "un nuovo patto per il lavoro, dopo aver dimezzato il numero dei disoccupati in cinque anni" e "un patto per il clima" e "trasporto scolastico gratuito". Per lui si sono schierati tutti i big del partito (Zingaretti è venuto in Emilia-Romagna tre volte nelle ultime settimane, oltre ai ministri De Micheli, Gualtieri, Speranza, e ai leader nazionali tra cui Calenda, Renzi, Bonino e Della Vedova), il capitano della nazionale di pallavolo Ivan Zaitsev e il cantautore Francesco Guccini, oltre a 200 sindaci emiliano-romagnoli (anche all'opposizione) che hanno sottoscritto la sua candidatura.

Borgonzoni - senatore della Lega, candidata perdente nel 2016 nella sfida a sindaco di Bologna contro Virginio Merola - è rimasta sui temi più classici del Carroccio, snocciolati nei comizi sul palco assieme a Salvini: "case popolari prima agli italiani", più fondi per la sicurezza, "zero Irpef regionale" e "stop ai finanziamenti per i campi rom". Con non poche gaffes: la promessa di un assessorato all'agricoltura, al turismo e alla disabilità (tutti già esistenti in Regione) e la richiesta di apertura h 24 degli ospedali (nessun nosocomio è chiuso di notte in Emilia-Romagna). Borgonzoni si è poi spesa per la causa di Bibbiano, il comune della Val d'Enza finito sotto i riflettori per l'inchiesta su un presunto traffico di minori. Una triste storia cavalcata proprio alla vigilia del voto dallo stesso Salvini, salito sul palco di Bibbiano giovedì con alcune mamme a cui sono stati allontanati i figli dai servizi sociali. Arrigo Sacchi e Siniša Mihajlovic, i due allenatori di calcio che hanno fatto un endorsement per Lucia, oltre a Vittorio Sgarbi che è candidato per il consiglio regionale.

Dopo il mancato accordo tra Pd e M5s, il movimento che è ora in mano a Crimi ha scelto di candidare (pur con poche possibilità di essere eletto) Simone Benini: "Da dieci anni siamo opposizione del Pd in regione non potevamo candidarci assieme - ha spiegato -. Abbiamo una nostra identità, abbiamo lottato per temi su cui non siamo riusciti a convincere il Pd". Non tutti la pensano come lui: già due consiglieri regionali Cinquestelle hanno proposto agli elettori il voto disgiunto.

Proprio il voto disgiunto - assieme alla nuova ondata di partecipazione che arriva dal movimento delle Sardine ("il Pd, come tante forze di sinistra e moderati hanno tratto un po' forza da noi" ha detto il fondatore Mattia Santori - potrebbe favorire la rielezione di Bonaccini. Soprattutto se domenica si riuscirà a superare la bassa soglia dei 37,7% dei votanti raggiunta nel 2014.