Bonaccini difende i suoi risultati, Borgonzoni cavalca l'onda di Salvini

Giacomo Galanti
Bonaccini e Borgonzoni

Il buongoverno degli ultimi 5 anni nella regione rossa per antonomasia da una parte e i danni che la manovra dell’esecutivo giallorosso possono fare al territorio dall’altro. È tutto qui il cuore della sfida tra il dem Stefano Bonaccini e la leghista Lucia Borgonozoni, candidati alla guida dell’Emilia Romagna dove si voterà il 26 gennaio. Nello studio di Carta Bianca su Rai Tre, il governatore si presenta in pantaloni scuri e giacca grigia a quadri senza cravatta. Fisico asciutto, probabilmente frutto dei suoi recenti allenamenti, barbetta e occhiali modello aviatore d’ordinanza. La leghista più sobria del solito, con camicia bianca, pantalone nero e stivaletto con tacco alto.

Bonaccini chiarisce subito, come già fatto in precedenza, che si vota per l’Emilia Romagna e per il futuro degli emiliano romagnoli. “Con il voto del 26 gennaio - spiega - non si manda a casa il governo nazionale”. La sfidante Borgonzoni attacca: “In questo momento c’è di mezzo una manovra economica che vede le tasse sulla plastica e sullo zucchero. Una manovra fatta anche dal Pd e che non ha dimostrato di volere bene all’Emilia Romagna”.

I due non sono d’accordo quasi su nulla e qualche volta i toni si scaldano, ma tutto sommato il fair play non manca. Immancabile il riferimento al tour de force di Matteo Salvini che sta battendo palmo a palmo la regione. “Io non ho bisogno di balie - dice Bonaccini -, se i ministri o i leader nazionali vogliono venire a dare una mano sono i benvenuti ma solo se si parla della regione”. Pronta a ribattere Borgonzoni: “Sono candidata di un partito. E i partiti fanno eleggere i consiglieri regionali. Anche Bonaccini, gli piaccia o meno, è un rappresentante del Pd. Io farò campagna elettorale con Salvini, poi con la Meloni e con chiunque vorrà esserci”.

Quando poi si entra nel vivo del duello il governatore uscente spinge l’acceleratore sulle cose fatte e snocciola una serie di dati “che incoronano l’Emilia Romagna...

Continua a leggere su HuffPost