Bonaccini: Io distante da Pd? Solo storie, sono candidato unitario

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Roma, 9 gen. (askanews) - 'Ho governato l'Emilia-Romagna per cinque anni e credo di avere la credibilità di farle fare ancora un passo avanti", dice Stefano Bonaccini in una intervista con Pietro Spataro per il sito on line Strisciarossa a poco più di due settimane dal voto. Distanze dal Pd? "Nessuna, è il mio partito, altro che storie. Ma sono un candidato unitario e voglio dare spazio a tutti quelli che hanno a cuore questa regione'".

La candidata della destra Lucia Borgonzoni? "Non ha mezza idea sull'Emilia-Romagna, ma è la mia avversaria politica non una nemica". Il lavoro, aggiunge, sarà al centro della prossima legislatura. Candidature sbagliate in lista con me? "Solo polemiche della destra".

Dal no alla tassa sulla plastica alla battaglia per l'autonomia differenziata, dalle speranze suscitate dal movimento delle "sardine" ('tra noi e loro ci sono valori comuni') alla tenuta del governo Conte, un botta e risposta a tutto campo con il presidente che si candida a fare il bis.

Allora, presidente: al giorno del voto in Emilia Romagna, il 26 gennaio, manca ormai poco. Qual è il clima che incontra in campagna elettorale e quali sono le tue previsioni: ottimista?

'Sono ogni giorno nel territorio - risponde Bonaccini - in mezzo alle persone, facendo in campagna elettorale quello che ho fatto in questi cinque anni, nei quali ho visitato praticamente tutti i Comuni dell'Emilia-Romagna. E sì, sono ottimista, perché vedo sempre più entusiasmo, una voglia di partecipare come non vedevo da tempo, la voglia di condividere un progetto per far fare un passo avanti alla nostra regione, e non certo per tornare indietro seguendo questa destra sovranista ed estremista'.

Eppure, il distacco tra te e la candidata di Salvini Lucia Borgonzoni non è molto netto. Perché la Lega raccoglie consensi anche in queste zone che erano considerate rosse? Dove ha sbagliato la sinistra?

'Veniamo da 9 vittorie consecutive della Lega in altrettante Regioni, e l'Emilia-Romagna non è certo un mondo a parte. Viviamo - afferma il presidente dell'Emilia Romagna nell'intervista a Strisciarossa - in questo tempo, dove la destra prevale qui, in molto Paesi europei e non solo, vista la presidenza Trump negli Usa. Ricordo però che qui, solo pochi mesi fa, quella stessa Lega che si è imposta come primo partito alle elezioni europee ha perso, nettamente, alle elezioni amministrative, dove il centrosinistra ha prevalso nell'80 per cento degli oltre 200 Comuni in cui si votata. Il valore della persona che si candida, le sue capacità, il progetto di governo del territorio che si propone, si vede che fanno ancora la differenza'.

Come è nata la coalizione che la sostiene, che va dalla sinistra radicale ai moderati, e come si riflette nella composizione delle liste?

'Sono partito - risponde Bonaccini - con il sostegno di 209 sindaci, due su tre di quelli emiliano-romagnoli, numerosi anche non del Pd o del centrosinistra, che però hanno deciso di premiare l'impegno e i progetti per il territorio. Abbiamo poi costruito un centrosinistra largo, capace di aprirsi a tante esperienze civiche nate proprio nei territori in questi anni, che va dalla sinistra ai moderati che non si riconoscono in questa destra a trazione salviniana, tutt'altro che moderata. Un percorso che si rispecchia nella scelta dei candidati: donne e uomini che vogliono difendere valori di solidarietà e partecipazione, estendere i diritti e creare occupazione e nuova e di qualità, far crescere le comunità locali, liberare energie e risorse per le imprese e la crescita sostenibile, portare avanti una svolta ecologica non più rinviabile.

Perché ha sentito il bisogno di fare una 'lista Bonaccini'? Vuoi mantenere le distanze dal Pd?

'Il Pd - afferma ancora il candidato alle regionali - è il mio partito. Ho iniziato la campagna elettorale insieme al segretario Zingaretti a Bologna insieme a 2 mila persone. Io però sono il candidato di una coalizione formata da sei liste, non del solo Pd. E con la mia lista ho voluto dare spazio e valorizzare le moltissime persone che ho incontrato in questi anni nei comuni e nelle province, da Piacenza a Rimini, molte di loro lontane dalla politica ma stavolta pronte a impegnarsi per l'Emilia-Romagna'.

Però non ha voluto la passerella dei big del Pd in campagna elettorale, nemmeno quella del segretario Zingaretti. Pensi che la loro presenza sia controproducente?

'Ho già detto di Nicola, che peraltro sarà qui più volte nelle prossime settimane: ci darà una mano importante, altro che storie. Di questo parla soprattutto la mia principale avversaria, Lucia Borgonzoni, non avendo alcuna proposta per l'Emilia-Romagna'.

Se dovesse vincere le elezioni pensi che l'alleanza che ti ha sostenuto basti, oppure ritieni sia utile cercare di nuovo un rapporto con i Cinque stelle, magari coinvolgendoli nel governo della Regione?

'Ero aperto al confronto prima sui programmi, lo sarò sicuramente anche dopo. Nell'ultimo anno di legislatura abbiamo votato insieme quasi tutti i provvedimenti più importanti, per questo resto convinto che abbiano perso una grande occasione per poter condividere un progetto di governo che li avrebbe portati alla guida di una grande regione italiana, per poter incidere davvero con le loro idee e proposte. Così come resto convinto che farà differenza se il 27 gennaio il presidente sarò io o la Borgonzoni, tanto che più di un esponente 5 Stelle si è pronunciato per il voto disgiunto: voteranno il Movimento come lista ma il sottoscritto come presidente. Io mi rivolgo a tutti gli emiliano-romagnoli, e, ribadisco, sarò pronto al confronto coi 5 Stelle sul merito delle cose anche dopo il voto'.

La campagna elettorale è stata movimentata dalle piazze delle "sardine" che hanno mobilitato più di quanto si sarebbe potuto immaginare. Che idea hai di questo movimento? Che rapporti pensi di avere con loro? In che modo si possono coinvolgere?

'Le Sardine hanno portato nelle piazze ciò che la politica italiana ha smarrito da tempo: educazione e toni pacati, la parola e non le urla, il confronto e la passione civile e non muri e rabbia, ormai la regola, soprattutto sui social. Dopodiché non è vero, come sostengono Salvini e Meloni, che le loro siano piazze contro, sono piazze che si oppongono alla visione della società della destra estremista e sovranista che Salvini e Meloni rappresentano, chiedono una alternativa, ponendo domande alle quali noi vogliamo rispondere, con un progetto e proposte credibili. E' quello che stiamo facendo, peraltro partendo da valori che sento di condividere con loro'.

Proviamo a fare un bilancio del lavoro svolto nel suo primo mandato: tre cose fatte che rivendichi con soddisfazione…

'Il Patto per il Lavoro: insieme a tutte le parti sociali - risponde Bonaccini - abbiamo realizzato investimenti per oltre 22 miliardi di euro fra fondi pubblici e privati uscendo meglio e prima di altri dalla crisi economica, un modello di nuova concertazione per l'innovazione e la crescita inclusiva che andrebbe esteso al Paese. L'abolizione dei superticket su visite ed esami, facendo risparmiare 34 milioni l'anno agli emiliano-romagnoli, e il via al piano di azzeramento/abbattimento delle rette degli asili nido, primo passo verso i nidi gratuiti e per tutti, senza più liste d'attesa, obiettivo della prossima legislatura. Abolizione dei superticket e taglio delle rette dei nidi, misure che adesso stanno per essere estese a tutto il Paese: siamo orgogliosi di aver fatto da apripista anche in questo caso'.

E tre problemi che invece restano ancora aperti e avranno bisogno di una soluzione nel prossimo mandato?

'Proporrò alle parti sociali di firmare un nuovo Patto per il Lavoro, allargato a due temi: la creazione di nuovo e buon lavoro, per combattere il precariato e garantire paghe che siano adeguate, e la sostenibilità, per orientare tutte le politiche future alla tutela dell'ambiente e alla lotta al cambiamento climatico. Inoltre, dopo aver tagliato le liste d'attesa per visite ed esami, vogliamo fare lo stesso con gli interventi chirurgici programmati, oltre a migliorare i Pronto soccorso, nei quali vogliamo raggiungere gli standard più elevati con più comfort e meno attese (massimo 6 ore dall'entrata al ritorno a casa o al ricovero)'.

Il sindaco di Milano Sala in una iniziativa con te a Bologna ha detto della Borgonzoni che è "una che non sa nemmeno da che parte è girata". Condividi questo giudizio? Che cosa pensi della tua avversaria?