Bonafede avvia azione disciplinare contro magistrato Petrini -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 25 gen. (askanews) - Secondo il ministro della Giustizia le condotte messe in atto da Petrini, per cui è stata emessa la misura cautelare penale, sono ritenute, per la loro gravità, incompatibili con l'esercizio delle funzioni giurisdizionali nelle condizioni di necessario prestigio. Dal quadro indiziario emerge, infatti, la totale strumentalizzazione della funzione giurisdizionale esercitata da Petrini ai propri interessi illeciti di natura personale ed economica, perseguiti in spregio dell'interesse pubblico e dei principi di imparzialità e buon andamento della funzione giudiziaria.

"Appare inconcepibile - si legge nel documento trasmesso al CSM e firmato da Alfonso Bonafede - anche se dovesse venir meno la cautela penale, un ritorno al proprio posto di Petrini, se non a prezzo di un inaccettabile vulnus al prestigio della magistratura".

Secondo la tesi accusatoria il magistrato sarebbe intervenuto, in cambio di consistenti somme di denaro, oggetti preziosi e anche prestazioni sessuali per determinare sentenze e provvedimenti in favore dei corruttori. L'inchiesta è partita nel 2018 ed è stata condotta inizialmente dalla Procura di Catanzaro, per poi passare, per competenza, alla Procura di Salerno, proprio perché tra le persone indagate figurava il magistrato della Corte d'appello.