Bonafede: femminicidi in crescita. In Senato il caso "Dina Dore"

Roma, 17 dic. (askanews) - Nel 2018 le vittime di femminicidio "sono state 142, un numero in crescita rispetto all'anno precedente", ma "la percentuale di donne che denuncia questi reati è stimata in meno del 10%". A fornire queste cifre allarmanti davanti alla Commissione di inchiesta sul femminicidio al Senato è il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede.

E oggi il Senato si è occupato del "Caso Dina Dore", a due anni dall'approvazione della legge (numero 4 del 2018) a tutela degli orfani di femminicidio, che secondo stime sarebbero circa 2.000. Dina Dore è una donna di Gavoi, piccolo paese della Sardegna, uccisa su mandato del marito nel 2008, il dentista Francesco Rocca. Ha lasciato una figlia, che al momento del femminicidio aveva 8 mesi e oggi ha 12 anni: oggi la sua tutrice è la sorella della vittima, Graziella Dore, intervenuta a Palazzo Madama.

"Mia nipote non sa molte cose, intanto non conosce la figura del mandante nel caso del mandante, perché le è sempre stato detto 'tuo padre stava lavorando', quindi lei non sa effettivamente cosa è successo. Non sa che il padre ha utilizzato un altro ragazzo minorenne per compiere il delitto della madre".

"Dal punto di vista economico ci troviamo nella situazione che le due zie, dalla parte paterna, con la nonna hanno intrapreso due cause civili per spogliare il padre di mia nipote di tutti i beni, cosicché a noi non venga dato risarcimento e a lei non verrà dato mai ciò che le spetta, quindi una bambina non tutelata dalla legge".