Bonafede: inderogabile principio che Stato dia risposta giustizia

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Roma, 4 dic. (askanews) - "Se si tratta di lavorare sui tempi del processo, ho dato disponibilità mille volte ma continuo a sentire varie dichiarazioni. Lavoriamo sui tempi del processo, i cittadini ci chiedono che i processi durino poco, lavoriamo quello su cui siamo d'accordo". Lo ha dichiarato ai cronisti il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, entrando a Montecitorio per un'audizione in commissione.

"Sullo schema di riforma del processo penale - ha affermato - sono previsti dei tempi certi e delle garanzie. Quello che non c'è è quello che è stato il problema fino ad ora: è che superata quella durata finisce che tutti si va a casa e non si sa se quella persona è innocente o è colpevole. Io ritengo sia inderogabile il principio per cui una volta che lo Stato si attiva, vengono portate avanti le indagini, si arriva al primo grado, si supera la sentenza, lo Stato è impegnato a dare giustizia".

"L'impegno - ha detto ancora Bonafede - è quello di lavorare affinché anche dopo la sentenza di primo grado ci siano tempi certi e brevi. Quello cui mi sono sempre opposto è che dopo il primo grado non ci sia una risposta di giustizia.

Quanto agli effetti della norma sulla prescrizione, "dopo il primo gennaio - ha sottolineato il guardasigilli - non succederà assolutamente nulla. Gli effetti processuali non ci saranno prima del 2023 o 2024, quindi c'è tutto il tempo (ma non me lo voglio prendere)".