Bond oggi: Pdvsa paga e la telenovela continua

Lorenzo Raffo
 

La rappresentazione scenica del caso Venezuela diventerebbe talvolta un po’ comica se non nascondesse il dramma di un Paese stremato. L’ultimo atto è avvenuto nel week-end, con la notizia – comunicata via Twitter (Swiss: TWTR-USD.SW - notizie) – che la controllata pubblica Pdvsa, società attiva in campo petrolifero, ha avviato il pagamento per 539 milioni di dollari di cedole riferite alle emissioni con scadenze 2021 (Isin USP7807HAP03), 2024 (Isin  USP7807HAT25), 2026 (Isin USP7807HAR68) e 2035 (Isin  USP7807HAQ85). Tutte avevano già reagito positivamente venerdì sull’onda delle prime notizie circolate al proposito, con rimbalzi fra il 3 e il 4%. Di (KSE: 003160.KS - notizie) fatto il rischio di default della Compagnia si allontana quindi, ma di quanto? Si consideri infatti che solo nel 2018 il Venezuela dovrà pagare interessi sulle sue obbligazioni per 8 miliardi dollari, contro riserve ora disponibili per 9,7 miliardi. 

Petrolio venduto a 55,99 $

Intanto le notizie provenienti da Caracas potrebbero lasciar ben sperare. La più importante riguarda la comunicazione ufficiale della vendita di petrolio alla quotazione di 55,99 $, in crescita per la sesta settimana di seguito. A giugno era trattato a 40 $ e a ottobre a 50 $. C’è tuttavia un aspetto negativo. La massa monetaria in aumento, conseguenza del trend, determina un ulteriore rialzo dell’inflazione interna, la cui ultima stima si colloca sul 741%, dato tuttavia contestato da varie fonti economiche, che la collocano a oltre il 1000%. 

Cina e Russia garantiscono

Week end caldo anche in termini di intese commerciali. Sabato Caracas e Mosca hanno firmato un nuovo accordo di cooperazione in ambito petrolifero attraverso Pdvsa per la prima e Rosneft per la seconda, mentre ieri è stata la volta di un’altra alleanza fra la stessa Caracas e Pechino per rendere operante un piano di rafforzamento dell’industria petrolifera del Paese. Il tutto lascia intendere come due garanti di primo peso stiano dando un definitivo segnale al resto del mondo: il Venezuela lo proteggiamo noi. Ciò rende sempre più oscura la vicenda della ristrutturazione del debito, anche perché i “default swap” trattati sul mercato indicano valutazioni incredibilmente basse per le obbligazioni di Pdvsa, su cui di fatto l’insolvenza sarebbe data per scontata. Ma da una riunione di “bondholders” tenutasi negli Usa è uscita invece un’opinione del tutto divergente, secondo la quale a maggiore rischio sarebbero le emissioni governative, meno decisive per il futuro del Paese rispetto a quelle di Pdvsa, più vulnerabili in presenza di un default, poiché coinvolgerebbero la cassa estera rappresentata dalla controllata statunitense Citgo Petroleum.  

“Non sappiamo nulla”

Uno dei rappresentanti del mondo finanziario delegato a tenere rapporti con Caracas, Mark Walker di Millstein & Co., ha dichiarato di non conoscere quali siano le reali intenzioni del Governo, ma un’indagine condotta dalla Reuters presso operatori finanziari negli ultimi giorni propende per indicare le obbligazioni di Pdvsa più sicure rispetto a quelle dello stesso Venezuela, per la solita nota questione delle garanzie “Cacs” – clausole di azione collettiva – che consentono una ristrutturazione del debito a precise condizioni, assenti appunto sulle emissioni della società petrolifera e solo su due di quelle statali. Ancora una volta quindi il quadro appare totalmente incomprensibile e tale da giustificare l’opinione che la commedia continuerà ancora con tanti episodi, nel più puro stile delle telenovele sudamericane. 

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