Bonetti: "Il Paese è pronto a cambiare il passo" contro la violenza di genere

Letizia D'Agata
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AGI - "E' giunto il momento di cambiare il passo, l'equità di genere è una delle missioni del nostro Paese. Tutte le istituzioni devono diventare mano tesa alla donna nel percorso di uscita dalla violenza". In occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, fa alcune riflessioni con l'AGI parlando del femminicidio, del bisogno di fare 'rete' e delle misure messe in campo per aiutare le donne vittime di violenza. Ora, sottolinea la ministra, "il nostro Paese è pronto a fare il passo giusto" e "le donne sono pronte a cogliere l'occasione".

In che modo la famiglia, da una parte, e le istituzioni, dall'altra, possono aiutare le donne vittime di violenza?

"La famiglia è il primo luogo di comunità. Ma attenzione: gran parte delle violenze si consuma proprio in ambiente domestico. I dati ci raccontano di un fenomeno complesso e drammatico per il quale occorre un investimento ancora coraggioso nelle reti di comunità. Perché la violenza si nutre di silenzi e di solitudine, la violenza isola le vittime. Tutti i luoghi di comunità devono concorrere a far crescere la fiducia necessaria, per una vittima, ad aprire la porta e uscire dalla violenza.

Tutte le istituzioni, la scuola, le forze dell'ordine, l'associazionismo, il mondo dello sport e della cultura, devono diventare la mano tesa oltre quella porta, al fianco di quella rete straordinaria che oggi accompagna e sostiene le donne nel percorso di uscita dalla violenza. Un mondo che ha il suo fulcro nei centri antiviolenza, nelle case rifugio, nell'associazionismo e nelle forze dell'ordine. è evidente, poi, che è necessario e urgente promuovere un cambiamento culturale. Fa male leggere ancora oggi che alla base di un femminicidio e della violenza più in generale ci sarebbero 'ragioni' come litigi di coppia, gelosia o il 'troppo amorè. Non è più accettabile. La violenza non ha alcuna ragione, non mi stanchero' mai di dirlo".

Durante il lockdown sono state 5.031 le telefonate al 1522, il 73% in più rispetto allo stesso periodo del 2019

 "Quando è scattato il primo lockdown - afferma la ministra Bonetti - consapevoli che per tante donne la casa non è un luogo sicuro, abbiamo riattivato la campagna 'Libera puoi' per dire alle donne che non erano sole e che uscire dalla violenza era ed è sempre possibile, chiamando il numero antiviolenza e antistalking 1522 o utilizzando l'app. In questa direzione sono andate tutte le azioni che abbiamo messo in campo durante quelle settimane di grande emergenza sanitaria: lo stanziamento dei 5,5 milioni di euro per gli interventi urgenti nei centri antiviolenza e le case rifugio, il Protocollo d'Intesa con l'Ordine dei Farmacisti, Federfarma e Assofarm, la collaborazione con Poste Italiane per potenziare l'informazione per le donne vittime di violenza domestica e/o stalking.

Nei giorni scorsi, la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al riparto di 28 milioni di euro da destinare ai centri antiviolenza, alle case rifugio e alle iniziative di competenza regionale. Il decreto, da me firmato, è ora alla registrazione della Corte dei Conti.

Il 26 novembre convocherò una Conferenza straordinaria di tutti i soggetti impegnati nel contrasto alla violenza di genere, nella quale metteremo le basi del Piano strategico antiviolenza del nuovo triennio. Serve uno sforzo ulteriore e di tutti per combattere questo fenomeno. Lo dobbiamo alle vittime, a tutte le donne che ancora non hanno trovato il coraggio di denunciare, ai loro figli che soffrono".

Quanta strada c'è ancora da fare per cambiare una mentalità che tende sempre a relegare le donne a ruoli marginali?

"Lo dico spesso perchè ne ho la piena convinzione - risponde Bonetti - serve liberare le energie inespresse delle donne. Sul cammino ci sono ancora degli ostacoli, è innegabile, ma al contempo è maturata una consapevolezza che ci dice che è questo il tempo di cambiare passo. è il motivo per il quale ho voluto e insistito perchè nel Recovery Plan l'equità di genere fosse una delle missioni del nostro Paese.

E' per questo che in legge di bilancio abbiamo inserito una serie di misure importanti per le donne, dando concretezza al Family Act, che ha nell'incentivo del lavoro femminile uno dei suoi pilastri: la decontribuzione del lavoro delle donne, l'istituzione del Fondo per l'impresa femminile con un investimento di 20 milioni di euro per l'accesso al credito, per il sostegno, la formazione e l'accompagnamento, l'incremento del Fondo 'Donne in campo', voluto dalla ministra Bellanova per sostenere le donne anche nel settore agricolo. L'opportunità che abbiamo davanti è chiara - conclude - e le donne sono pronte a coglierla, il nostro Paese è pronto a fare il passo giusto".