Bonetti: "Le chiusure della scuola sono scelte sbagliate e miopi"

Livia Paccarié
·1 minuto per la lettura
Minister of equal opportunities Elena Bonetti arrives at Capranichetta Hotel for the presentation of the Granfparent's day. Rome (Italy), September 24th 2020 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Minister of equal opportunities Elena Bonetti arrives at Capranichetta Hotel for the presentation of the Granfparent's day. Rome (Italy), September 24th 2020 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Le regioni che hanno sostituito, per le scuole e le università, la didattica in presenza con quella a distanza (DAD) “hanno preso decisioni gravi, sbagliate e miopi. Ne sono convinta”. Lo ha detto la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità, Elena Bonetti, intervenendo a “24 mattino” su Radio 24.

“Chiudere per prima cosa la scuola mi sembra una soluzione che non può reggere né dal punto di vista degli effetti che avrà né dal punto di vista del fatto che il nostro Paese ha bisogno di restituire alla generazione degli studenti occasioni di formazione e di studio” ha aggiunto sottolineando che “rischiamo di perdere intere generazioni dal punto di vista dell’apprendimento. I ragazzi avranno dei ‘buchi’ che faranno fatica a recuperare”.

La ministra di Italia Viva ha osservato: “Oggi ci troviamo a chiudere i ragazzi in casa e a fare la didattica a distanza, ma quello non è un percorso di apprendimento reale e fattivo, che richiede invece un confronto dal vivo. Poi, comunque, i ragazzi non vedendosi a scuola cercheranno di incontrarsi altrove, dove non saranno nemmeno controllabili nei loro comportamenti, quindi avremo veramente un effetto devastante”.

“Il problema del rischio del contagio nei pressi della scuola e sui trasporti pubblici esiste - ha concluso - ma si può risolvere, per quanto riguarda i trasporti, con una diversa organizzazione, per esempio utilizzando dei mezzi privati, e con orari di ingresso scaglionati per gli studenti. Insomma, ci sono tante soluzione organizzative. Ma la scuola deve essere l’ultima cosa da chiudere”

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.